DAI PRESIDENTI DI SEGGIO PER LA PROCLAMAZIONE DI VINCENZO GENDUSO SINDACO



(Riprendiamo e pubblichiamo da LA STAMPA)
30 maggio 2007 LA STAMPA
IL PRIMO GIORNO DI GENDUSO
di Marco Corradi
Stanco ma felice. Alle 9,15 di ieri il nuovo sindaco di Taggia Vincenzo Genduso si è presentato a Palazzo comunale. Ha incontrato il segretario Carmelo Cantaro e il vicesegretario Alberto Arvasi. Ha quindi visitato vari uffici per un saluto. Poi è andato a Taggia per incontrare i presidenti di seggio impegnati nel verbale di convalida e proclamazione. Quindi ritorno in Comune dove all’1 ha incontrato il commissario prefettizio Biagio De Girolamo che ha voluto congedarsi con un rinfresco offerto al personale del Comune.

Il sindaco è apparso sorridente ma un po’ provato. Anche perché, dopo le tensioni e i festeggiamenti, la sera prima ha guidato una passeggiata partita alle 21,30 da Arma per toccare le Levà (Borghi e Case popolari) e finire a Taggia. Almeno quattrocento le persone al seguito e moltissime quelle che si sono affacciate da terrazzi e finestre.


«La mia preoccupazione - dice ora - è chiudere alcune pratiche fra quelle avviate per conto del Comune di Sanremo in veste di responsabile della Segreteria tecnica, quella che prevede il coordinamento dei Servizi sociali dei Comuni del distretto. Dopodiché mi dimetterò dall’incarico sia per ragioni tecniche e perché non avrei più il tempo per farlo. Dalla prossima settimana sarò operativo a tempo pieno». Genduso continuerà invece il suo lavoro come psicologo e psicoterapeuta.
29 Maggio 2007 LA STAMPA
di Gian Piero Moretti
Vincenzo Genduso era partito bene, ma tutti a Taggia lo davano per secondo, dietro a Maurizio Negroni, candidato ufficiale del centrodestra. Invece l’effetto-Barla e la voglia di cambiamento ha sconvolto le previsioni. Genduso è il nuovo sindaco di Taggia, Negroni lo sconfitto. Ha vinto una lista civica, sia pure ispirata al centrodestra. Pollice verso per le formazioni che rappresentavano i partiti. Che, per non creare equivoci nell’elettorato, erano state battezzate Centrodestra per Negroni e Centrosinistra-Massimo Bolla sindaco, giunto buon ultimo.
Genduso, una settimana prima della scadenza dei termini per la presentazione delle candidature, doveva essere l’Uomo Nuovo della Casa delle libertà. Poi, nel chiuso delle segreterie di partito la scelta è caduta su Negroni. Una scelta davvero poco indovinata.
29 Maggio 2007 LA STAMPA
GENDUSO BATTE NEGRONI BUFERA NEL CENTRODESTRA
di Marco Corradi
l primo tappo è saltato, in via Flora, nel quartiere generale di Vincenzo Genduso, soltanto alle 18,15. «Che vino è?», la richiesta. «Non è un vino, è un… Negroni», scherzano i vincitori: «Ce lo siamo bevuto». Eppure già un’ora e mezza prima i risultati, e le proiezioni, lasciavano poco scampo a Maurizio Negroni, leader dello schieramento di centrodestra, e nessuna chance a Massimo Bolla, alla guida della lista di centrosinistra. Se il primo brindisi è stato rimandato più e più volte in un eccesso di scaramanzia, la festa in realtà era cominciata molto prima.
Genduso si rende conto di essere diventato sindaco poco dopo le 17. Così ci scappa qualche lacrima, la gioia è immensa, l’adrenalina fin qui accumulata può avere libero sfogo. Jeans e camicia azzurra a righine arancio, verde e blu, ogni tanto alza entrambi i pugni in aria. La gente affluisce sempre più numerosa nella piccola via Flora, una traversa fra via Cornice e via Doria, fino ad occuparla interamente. A mano a mano che arrivano le comunicazioni, seppure ufficiose, dei risultati dei singoli seggi si susseguono le acclamazioni.
«Li abbiamo mandati casa», è il commento che ricorre maggiormente. Ma anche: «Questo è il nostro 25 aprile». Ovazioni quando arriva qualche candidato consigliere. Acclamazione da stadio per Mario Manni, un po’ l’artefice di tutta l’operazione (ma c’è chi dice che, dietro, ci sia anche Luigi Ivaldi, assessore ai Servizi sociali di Sanremo). Così come per Ivan Lombardi. Baci e abbracci si sprecano. Alessandro Mangini, l’uomo che ha avuto una grande parte nella promozione dell’immagine di Genduso e della lista, azzecca, oltre un’ora prima dei risultati ufficiali, la percentuale con la quale la lista «E’ tempo» si è assicurata la guida del Comune, sbagliando con un margine dello 0,1%. La festa continua con cori, balletti, brindisi. Le bottiglie, dalle 18,30 in poi, arrivano numerose ma fanno presto ad essere svuotate. «Questa non è una festa - grida un sostenitore - Non è una vittoria, ma una liberazione».
Altri cori alla lettura dei voti della lista civica di Genduso, che ha così stravinto le elezioni, mettendo in un angolo i partiti, di centrodestra e soprattutto di centrosinistra. Perché se la lista di Genduso era sulla carta più ispirata al centrodestra, alla fine ha raccolto anche i consensi del centrosinistra, relegando Bolla a un disastroso 9,53% e tenendo molto distante Negroni, stoppato al 40,90%.
Così la vittoria di Genduso va letta anche come la grande sconfitta dei partiti, all’interno dei quali ora scatta la resa dei conti. Perché è fin troppo chiaro che, paradossalmente ancora più a sinistra che a destra (il solo Ulivo alle ultime politiche aveva avuto oltre il 21%), non sono stati raccolti nemmeno la metà dei voti potenziali. Squillano, a ma vuoto, i cellulari di Negroni e Bolla, che pagano certamente anche per colpe non loro.
Nessuno dei due risponde. Una delusione troppo grande o la necessità di staccare dopo tante tensioni? Forse non hanno mai letto Paulo Coelho: «Il guerriero sa perdere…». Per contro, la loquacità di Genduso (qui sotto l’intervista), atteso già stamane in Comune per insediarsi sulla poltrona che, per un anno, è stata del commissario prefettizio Biagio De Girolamo. Una poltrona ambita, prestigiosa, ma anche scomoda.
29 Maggio 2007 LA STAMPA
di Roberto Pavanello
Allora, dottor Genduso, quali sono le prime parole del nuovo sindaco di Taggia?
«Ce l’abbiamo fatta. La città ha deciso di cambiare, di alzare la testa. Finalmente».
Che succede adesso?
«Rinnoveremo lo stile di governo, per ridare fiducia alla cittadinanza. Ora, finalmente, Taggia tornerà a funzionare come si deve. Le ridaremo il livello di qualità che merita».
E come?
«Realizzando il nostro programma, a breve e lungo termine, quello per cui tanti cittadini ci hanno votato».
Vi siete presentati come una lista di cittadini, separata dalla logica dei partiti e siete stati premiati.
«E proprio i cittadini sono i nostri primi referenti. La prima cosa che faremo sarà ridare loro fiducia e riportare le istituzioni vicine alla cittadinanza. Aspetto sul quale l’ultima amministrazione era mancata».
Avete ottenuto un grande risultato. Ovvio che sperasse di vincere, ma si immaginava con queste proporzioni?
«Lo speravo, perché avevo percepito l’entusiasmo che c’era intorno alla mia lista. Si era capito che la città aveva voglia di cambiare registro. C’era ottimismo».
Arrivare dopo un’amministrazione commissariata rischia di non essere facile come può apparire: bisogna riconquistare la fiducia.
«E noi lavoreremo in quella direzione, attivando dei tavoli di partecipazione. Subito, ad esempio, ci confronteremo con gli operatori del turismo. Sta per arrivare la stagione estiva e vogliamo affrontarla al meglio. E ci occuperemo anche delle iniziative culturali pianificate dall’amministrazione del commissario Biagio De Girolamo».
A proposito, l’ha sentito?
«Ancora no. Parleremo sicuramente oggi. Per ora mi sono limitato a fare festa con la mia squadra».
La giunta l’ha già in mente?
«È ancora presto per parlarne. Sicuramente darò molta attenzione agli assessorati principali, ma mi affiderò anche alle deleghe ai consiglieri».
E con gli avversari che rapporti terrà?
«Di rispetto e collaborazione costruttiva».
In campagna elettorale è sembrato avere più feeling con Bolla che con Negroni, però. Vero?
«Sì, alcuni punti in comune con Bolla li avevamo, mentre Negroni rappresenta quell’amministrazione dalla quale noi vogliamo distinguerci».
Riportando la città ad avere fiducia nel Comune, giusto?
«Esatto. Ci sono in Comune figure professionali da valorizzare, cosa che nel passato recente non è stata fatta. Vedrete, la macchina tornerà a funzionare».
È la grande vittoria di Vincenzo Genduso?
«Della mia squadra. Anzi, con noi ha vinto tutta la città».
(Riprendiamo e pubblichiamo dal IL SECOLO XIX)
30 maggio 2007 IL SECOLO XIX
«Spero di essere un ct vincente»
STAFFETTA FRA IL COMMISSARIO E IL NEO SINDACO GENDUSO CHE SI E’ PRESENTATO AGLI IMPIEGATI
Taggia. Una stretta di mano, un lungo colloquio, poi il passaggio “ufficioso” di consegne davanti ai dipendenti comunali, in attesa della firma ufficiale. Ieri mattina il neosindaco di Taggia, Vincenzo Genduso, ha incontrato il commissario straordinario Biagio De Girolamo, che per 11 mesi ha governato il Comune, distinguendosi per l’elevato numero di delibere adottate, come lui stesso ha ammesso, e per aver preso decisioni molto importanti, come organizzare la prima Notte bianca, varare il calendario manifestazioni, risolvere il contenzioso con le proprietà degli ex alberghi e con la “Sea srl” per le palazzine della BR3, in via Magellano. Senza contare l’impegno nel “varo” della prosecuzione dell’Aurelia bis e nelle opere di Area 24 sull’ex tracciato ferroviario. «Ho perseguitato gli uffici», ha ironizzato.
Genduso, dopo una serata di festeggiamenti per la vittoria elettorale - ed è prevista una grande festa sabato sera - ha trascorso gran parte della mattinata al telefono, andando avanti e indietro dal palazzo di via San Francesco, assieme a molti candidati e sostenitori della lista “E’ tempo”. A mezzogiorno e mezza, il primo cittadino ha nuovamente varcato la soglia del Comune. Si è trattenuto con il commissario De Girolamo e con il direttore generale Carmelo Cantaro, dopo di che, nella sala polifunzionale, c’è stata la cerimonia dei saluti, seguita da un aperitivo. «Non festeggio perché vado via - ha detto De Girolamo - ma questa è l’occasione per salutare tutti. Mi dispiace avervi fatto trottare, ma io ho trottato con voi? Grazie al grande impegno degli uffici sono stati ottenuti risultati eccezionali, anzi, posso dire che sono stati fatti dei miracoli, considerando le carenze di organico». In proposito, tra le ultime delibere firmate dal commissario c’è l’assunzione di tre precari, un agente di polizia municipale, un operaio specializzato e un ufficiale amministrativo ai Servizi sociali. De Girolamo ha poi passato la “palla” a Genduso. «Vi affido al nuovo sindaco, sarà il vostro nuovo allenatore, e gli auguro di vincere». Poi una sorpresa che ha fatto commuovere il funzionario: i dipendenti gli hanno dedicato una lunga filastrocca di commiato, letta ad alta voce. Genduso, dopo aver ringraziato il commissario «per quello che ha fatto per il nostro Comune», ha proseguito la metafora calcistica. «Spero di essere un buon coach per questa squadra, che allenerò per un periodo più lungo. Anche io cercherò di “perseguitare” i dipendenti come ha fatto il commissario? ma avrò bisogno del vostro aiuto», ha detto rivolgendosi alla sala - e sono sicuro di poterci contare».
29 maggio 2007 IL SECOLO XIX
«Vittoria storica renderemo Taggia molto più vivibile»
di Paolo Isaia
«E’ la vittoria di tutti i cittadini,ed è una vittoria storica». Da ieri Vincenzo Genduso è il nuovo sindaco di Taggia. La sua lista civica, “E’tempo”, ha conquistato il 49,57 percento delle preferenze,mentre il centrodestra,che dal dopo guerra ha sempre governato Taggia ed ha proposto Maurizio Negroni,ha ottenuto il 40,90 per cento dei voti (ieri per la delusione Negroni ha preferito lasciare Il suo quartier generale e attendere a casa l’esito ufficiale). Al centrosinistra del candidato Massimo Bolla è andato il 9,53 per cento.«Siamo felicissimi – dice Genduso all’esterno della sede di “E’ tempo”, invia Flora – perché non abbiamo vinto noi,ma la città. Ci siamo voluti presentare come lista civica proprio per essere più vicini ai cittadini e rappresentare la loro voglia di rinnovamento,pulizia e qualità di vita. Questo successo significa che io e i componenti della mia lista siamo riusciti ai interpretare il bisogno dei cittadini». Il risultato è stato chiaro fin dall’inizio, anche perché delle 15 sezioni elettorali Genduso ne ha conquistate 13, imponendosi nelle 5 di Taggia, perdendone 1 su 4 a Levà e, soprattutto, solo1 su 6 ad Arma di Taggia.«Abbiamo vinto dappertutto commenta il neo sindaco e quindi in tutte le realtà del nostro comune».Vincenzo Genduso è un fiume in piena, l’euforia dei suoi sostenitori oltrepassai confini di via Flora e lo accompagna fino in Comune, dove giunge alle 19.30. Rimane fuori dalla porta ad attendere la moglie Valeria,che quando lo raggiunge lo abbraccia, lo bacia e gli mette a posto la giacca con
Un gesto affettuoso. Poi il nuovo primo cittadino di Taggia entra nel palazzo che guiderà per i prossimi 5 anni. Ad accoglierlo un lungo applauso,due cori il“popopopopopopo” tormentone della vittoria dell’Italia ai Mondiali e lo slogan “E’ tempo” – e il tricolore sventolato dal ballatoio.

Un’accoglienza che ha commosso Genduso e molti dei suoi candidati consiglieri, tra cui Massimo Alberghi, il più votato, che ha salutato tutti alzando le braccia al cielo in segno di vittoria. Poi Genduso ha raggiunto il ballatoio per il suo primo discorso pubblico da sindaco. Aprendo con una battuta.«In questi giorni è stato detto che Genduso non riesce nemmeno a trovare le porte del Comune. E’ vero, io non sono di casa qui,ma sono felice che voi mi abbiate spinto qui dentro. Ringrazio tutte le persone che hanno deciso di farsi un regalo straordinario, di far sentire quella che io chiamo “la voce della foresta”,la voglia di rinnovamento,di lavorare serenamente e di far rinascere questo comune». Poi la frase ad effetto. «Entriamo in una nuova era, è un momento storico. E non è la vittoria di Genduso o della lista civica “E’ tempo”, ma è la vittoria di tutti, perché noi lavoreremo per tutti. E a tutti voi chiedo di darci una mano,perché se ci avete scelto è perché volete partecipare».Sulla partecipazione Genduso ha basato gran parte della sua campagna elettorale. Una scelta che si è rivelata vincente.«Uno dei punti fondamentali previsti dal nostro programma è la creazione di tavoli di partecipazione con la città», spiega, illustrando poi quali saranno le sue priorità. «Per prima cosa,dopo la formazione della giunta, interverremo sulle emergenze che riguardano la qualità e la vivibilità della città,come la pulizia delle strade, la cura delle aree verdi e dei parchi giochi, l’illuminazione di alcune vie del centro storico di Taggia, e così via. Allo stesso tempo ci dedicheremo all’organizzazione e al funzionamento della macchina comunale».Chiude con un’apertura all’opposizione. «Siamo pronti a collaborare con uno spirito di correttezza e cordialità, rimanendo però fermi su un punto: un deciso rinnovamento rispetto al modo di amministrare precedente».
COMMENTI AI POST