6 GENNAIO – EPIFANIA O BEFANA ? – LA FOTO DI UN PERIODO


by J.N.

’’Quest’anno Gesu’ Bambino nn ci sarà nel mio presepe come i Magi, k non arriveranno perché sono stati respinti alla frontiera insieme agli altri immigrati”.


Io k era ebreo l’ho sempre saputo. Suo padre terreno e sua madre erano ebrei. Lo era naturalmente suo fratello Giacomo. Ebraica fu la sua formazione, i suoi costumi e la sua pratica. Ebrei furono i suoi amici , i suoi discepoli ed a lungo i suoi seguaci. L’aramaico era la sua lingua ed il suo modo di comunicare: facciamola breve UN EXTRACOMUNITARIO da rimandare al suo paese!”


Noi viviamo immersi in un tempo in cui si è persa la traccia dell’universalismo dei diritti umani, semplicemente è stato sostituito dall’egoismo individuale, sociale e di gruppo, inteso come nuova esigenza del vivere civile. Un tempo come nel passato percorso dai veleni della discriminazione e del razzismo, k si esprimono in una ricerca di esclusività, in una esacerbata affermazione d’identità, in una ostilità per lo straniero, in un ostracismo per il diverso, in una difesa corporativa del proprio gruppo, regione o cortile, e chissà di k altro… in un daltonismo sociale capace di distinguere anke il colore dell’umanità.



Questo è un tempo strano in cui le gerarchie del cattolicesimo-romano vanno a nozze con i leaders politici noti puttanieri, pluridivorziati, corrotti dalla peggior ipocrisia, lanciando messaggi k incitano alla discriminazione ed all’odio razziale e legiferando in tal senso.


Quanti di loro erano alla messa di mezzanotte in attesa k nascesse quel Dio Bambino ebreo. E ancora quanti di quel popolo cornuto della grande prateria del nord con i suoi alleati, dopo k hanno inneggiato alla distruzione dei campi dei nomadi rom e dei centri di identificazione e di espulsione x gli immigrati, hanno costruito in casa propria il presepe.


Sarebbe opportuno ricordare loro k l’uomo che in effigie è rappresentato in quella mangiatoia o agonizzante su quella croce, è sempre un ebreo: ora ditemi dov’è l’oltraggio?


Questa è solo x rendere meglio l’idea dell’oltraggio…


“Quando furono promulgate le leggi razziali in Italia nell’autunno del 1938, il provveditorato agli studi inviò solerti funzionari in tutte le scuole del Regno per verificare che fossero rigorosamente applicate.
Si racconta che in una certa aula scolastica di un istituto elementare, uno di questi funzionari svolgesse con zelo il suo compito di epuratore della razza maledetta e con espressione grifagna ingiungesse:
”CHI HA IL PADRE EBREO LASCI IMMEDIATAMENTE L’AULA”.
Tre bimbi con l’aria smarrita si alzarono, raccolsero libri e quaderni, si infilarono il cappottino ed uscirono mesti dalla classe.
Verificata l’esecuzione dell’ordine, il funzionario proseguì perentorio:
“CHI HA LA MADRE EBREA LASCI L’AULA”.
Un solo bambino riccioluto con l’incarnato pallidissimo, gli occhi sgranati, incredulo raccolse le sue cose ed uscì. A questo punto fiero di sé il solerte sgherro con soddisfatta pomposità esclamò:
”CHI HA IL PADRE E LA MADRE EBREI LASCI IMMEDIATAMENTE QUEST’AULA ARIANA”.
Nell’innaturale silenzio che seguì tutti udirono un cigolio che proveniva dalla parete alle spalle della cattedra. Col fiato sospeso tutti i presenti tesero le orecchie e intesero distintamente il suono metallico di un chiodino che cadeva sul pavimento. A questo punto, guidati dallo sgomento impresso sui piccoli volti dei loro alunni, il funzionario della pubblica istruzione ed il maestro si volsero verso la cattedra appena in tempo per scorgere il crocifisso guadagnare con dolenti balzelloni l’uscio e sparire.

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