
AVEVA PAURA DI RITORNARE A CASA
DA IL CENTRO QUOTIDIANO D’ABRUZZO
Morto dentro la roulotte
“Era un padre galantuomo”

Erano scampati al terremoto del 6 aprile e per paura di altre scosse preferivano dormire nella roulotte, pur avendo la casa agibile. Ma le esalazioni della stufa a gas sono state fatali: Alfonso Tursini, 64 anni, gestore di una pizzeria, ex gloria del rugby paganichese, è deceduto; la moglie Vincenzina Sorbo, 63 anni, è ricoverata a Roma in condizioni gravi. La tragedia a Paganica. A scoprire il dramma il figlio
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DAL BLOG DI GIUSTINO PARISSE
Morte e cinismo
Secondo una perizia della Procura dell’Aquila nel crollo di una parte della facoltà di ingegneria , se fosse accaduto di giorno sarebbero morte 2000 persone. Ci sono esperti di terremoti (anche quelli che per mesi hanno rassicurato) che si avventurano ad affermare che, sempre se fosse stato di giorno, all’Aquila ce ne sarebbero stati 15.000.
Insomma una carneficina senza pari. Il tutto per dire _ questa è purtroppo la sostanza _ che alla fine 300 morti sono una inezia, lo 0,5 per cento (forse meno) della popolazione. Insomma una fortuna sfacciata. In questi dati e cifre leggo un cinismo infinito come quello dei generali in guerra che contano le vittime a migliaia e a volte a milioni ma quello che è importante è il risultato che si raggiunge e magari qualche medaglia sul petto. Mi rassegnerò, io ho perso il 50 per cento della mia famiglia, ma di che mi lamento. Alla fine quello 0,5 per cento val bene qualche bella inchiesta sulla quale pavoneggiarsi ogni giorno (vedremo come finirà), qualche bello scoop giornalistico (con la gente sotto le tende , qualche settimana fa ho letto un pezzo su un grande quotidiano italiano , che occupava mezza pagina, su un pezzetto di statua lignea che si era staccato durante il trasporto dell’opera d’arte da sotto le macerie a un luogo più sicuro), tanti appalti , fiumi di denaro, politici che fanno spettacolo. Il terremoto è passato, forse tornerà fra un centinaio di anni. Ora si acchiappi il più possibile. Alla fine ci sono stati “solo ” trecento morti. Ma sì, che torni la festa.




















7 Novembre 2009 alle 4:03 pm
come fate a dirlo che solo tra cent’anni ci sarà di nuovo il terremoto, se neanche il giorno prima riuscivate a capire quel che sarebbe successo nella notte. E quel povero signore morto nella roulotte mica aveva torno a non fidarsi della casa “dichiarata agibile”. E’ stato sfortunato, ma sono tanti a non essere convinti dei dichiarati proclami di agilbilità; se non tornano nelle loro case avranno le loro ragioni, e cioè, sono sempre in mezzo alle scosse e hanno paura, che c’è di strano? ormai anche la stampa , distratta da altre vicissitudini italiche (marrazzo , stefano cucchi,crocifissi) sembra essersi dimenticata dell’Aquila. Ma di come vadano le cose lì col freddo in arrivo non si sa più niente.
Hasta la vista.
7 Novembre 2009 alle 5:07 pm
questo blog non farà mai calare il silenzio su l’Aquila. Da mesi, ogni giorno si collega con IL CENTRO e riprende l’articolo principale. E’ vergognoso come il terremoto sia stato oggetto di spot, l’ultimo in onda, in diretta tv, a Fossa. Purtroppo la realtà è quella che lei lamenta. Non coprire con il silenzio è il nostro principale dovere. Siamo piccolissimi rispetto i media nazionali, ma nel piccolo facciamo quello che possiamo.