Da sempre si parla dell’asse Berlusconi D’Alema.
L’azione di D’Alema con la sua forte ( ed a volte subdola) opposizione interna prima a Prodi, poi a Veltroni ed infine a Franceschini ha portato sempre dei grossi benefici politici a Berlusconi.
Cosa lega Berlusconi a D’Alema?
Berlusconi sostiene fortemente D’Alema, stà telefonando a tutti i governi per fa passare la sua candidatura.
La stessa cosa non fece per Fiat ai tempi dell’assegnazione di Opel
BERLUSCONI CHIAMA LE CANCELLERIE EUROPEE: «CANDIDATURA FORTE»


BERLUSCONI – Secondo alcune indiscrezioni, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe chiamato le cancellerie europee per spiegare che quella dell’esponente del Pd «è una candidatura forte». Secondo quanto si apprende il Cavaliere avrebbe sentito diversi leader europei, tra cui Nicolas Sarkozy e Angela Merkel. Non solo: il presidente del Consiglio avrebbe sondato anche altre cancellerie, come quella inglese e quella portoghese. Contatti aperti (anche tra Berlusconi ed esponenti del Partito socialista europeo) per portare D’Alema a Bruxelles. Il ministro degli Esteri Franco Frattini al riguardo ha ribadito la posizione del governo italiano: «Se emergesse in concreto la proposta del Partito socialista europeo di D’Alema, noi la sosterremmo con convinzione. È chiaro che avere un italiano in un posto così importante è comunque un onore e un orgoglio per l’Italia».

Ue, stop dell’Est a D’Alema: è un ex comunista Ma Palazzo Chigi insiste: “Candidatura forte”
La mossa del governo italiano Secondo quanto apprende l’Agi il presidente del Consiglio avrebbe chiamato le cancellerie europee per spiegare che quella dell’esponente del Pd “è una candidatura forte”. Il Cavaliere avrebbe sentito diversi leader europei, tra cui Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, e avrebbe sondato anche altre cancellerie, come quella inglese e quella portoghese. Contatti aperti (anche tra Berlusconi ed esponenti del Partito socialista europeo) per portare D’Alema a Bruxelles. Già il 30 ottobre quando era uscito fuori il nome dell’ex presidente del Consiglio per l’incarico di ministro degli Esteri europeo, Palazzo Chigi aveva fatto sapere di seguire la situazione e che nel caso i leader del Partito socialista europeo avessero optato per D’Alema il governo avrebbe valutato la candidatura con “serietà e responsabilità”.




















