Stefano Cucchi arrestato per droga e morto per…


STEFANO CUCCHI

La storia di questo ragazzo è avvenuta in Italia.

Era già successa una cosa del genere, è nuovamente capitato.
Nella cartella clinica è stato scritto di una caduta accidentale dalle scale.
Nessuno può sentirsi immune da colpe.
La storia di questo ragazzo è avvenuta in Italia, nel nostro Paese.
Alla famiglia và il nostro affetto.


Dall’arresto alla morte. E al medico disse: sono precipitato dalle scale

Le lesioni alla schiena scoperte nella prima visita, quelle alla testa dopo il decesso

Lividi, fratture e sette chili persi in cella

i misteri degli ultimi giorni di Stefano

di ALBERTO CUSTODERO


ROMA – “Dottore, ieri sono scivolato e sono caduto dalle scale. È così che mi sono fatto quelle due fratture alla schiena”. Stefano Cucchi, visitato al Regina Coeli nel pomeriggio del 16 ottobre, è dolorante, fatica a camminare e ha il volto tumefatto. Le sue condizioni di salute sono precarie, pesa 43 chili, soffre di epilessia. I medici, insospettiti da quelle lesioni, lo portano all’ospedale Fatebenefratelli per una radiografia al cranio e una al torace. La prima risulta negativa, la seconda evidenzia una “frattura del corpo vertebrale L3 e un’altra della vertebra coccigea”.

ATTENZIONE!! SE SI PROSEGUE NELLA LETTURA DEL POST SI VEDRANNO IMMAGINI CHE POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITA’
Leggi il seguito di questo post »

mettersi la cuffia in piscina


E’ il tormentone di youtube!
Arrivano migliaia di filmati
Ecco come mettersi la cuffia in piscina!


Massimo Gramellini – i bravi romeni scappano inorriditi


Si chiama Jon è un muratore bravissimo, dedito al lavoro e alla sua famiglia con due figlie adolescenti. Bravissimo nel fare i muri a secco, mi ringraziava con molto calore perché alla fine del lavoro lo pagavo.
Mi diceva che in Italia è difficile farsi pagare e che deve ricevere ancora diverse migliaia di euro da italiani doc.

Si chiama Tudor, eccezionale in campagna, saliva sugli alberi per potare che sembrava uno scoiattolo, abile in tutto, ottimo meccanico, ottimo muratore, un genio della manualità. Mi diceva che quando aveva 14 anni cercava cose rotte per strada le aggiustava e le rivendeva. Mi ha detto che, prima di tornare in Romania, è contento di aver conosciuto una famiglia italiana per bene.
A mezzogiorno, durante la sosta, mangiavamo assieme e sia Tudor che Jon ogni giorno si facevano il segno di croce alla maniera ortodossa.
Ora sono in Romania, hanno una loro piccola azienda che li sostiene senza arricchirli.
Dall’Italia sono scappati inorriditi, senza aver ricevuto i soldi per il loro lavoro.
Mi hanno invitato, li andrò a trovare per stare nuovamente con loro, mangiare insieme a loro, insieme a persone perbene.
Magari gli italiani fossero come loro!


Era da un pò che Gramellini mancava sul blog.



All’alba l’operaio disoccupato Mircea Ungureanu ha riempito due valigie con tutta la sua vita, è montato su un treno ed è partito. Per la Romania. Pare che il suo viaggio all’incontrario faccia tendenza. In queste settimane c’è un fiume di messicani che lasciano l’America, di africani che abbandonano l’Europa, di ragazzi dell’Est che smettono di cercare l’Ovest a Ovest. Non è un sogno a occhi aperti di Borghezio. Se ne tornano davvero a casa loro, dove il lavoro manca come qui, ma almeno ci sono gli affetti e gli affitti: meno cari.
I nostalgici della razza indigena hanno ben poco da esultare. Intanto ad andarsene sono quelli per bene: spacciatori e papponi non conoscono la cassa integrazione. E poi il controesodo rischia di produrre sconquassi nella nostra società piena di rughe. Proprio su «La Stampa» di ieri Luigi La Spina commentava gli esiti di una ricerca: senza l’afflusso degli stranieri, fra quindici anni la generazione più numerosa di torinesi sarà rappresentata dagli ultra-settantacinquenni. Con tutto il rispetto e i migliori auguri di lunga vita, come potrà un manipolo di giovani sottopagati mantenere legioni di anziani in pensione? Serve una politica per la famiglia e serve soprattutto un massaggio alle teste, dato che nessun popolo smette di fare figli perché non ha soldi (altrimenti gli italiani sarebbero estinti da secoli). Smette perché non crede più nel futuro. E, mentre noi ci massaggiamo, qualcuno corra in stazione a chiamare indietro Mircea, casomai avesse perso il treno.

Omicidio a Napoli rione Sanità


Grazie all’indifferenza nasce e continua a vivere il peggior spirito di morte.



Omicidio alla Sanità, nessuno riconosce il killer: potrebbe essere uno straniero

Ha agito a volto scoperto e nessuno tra i pentiti ha saputo identificarlo. I parenti: Mariano non era un boss

NAPOLI – Omicidio di Mariano Bacioterracino al quartiere Sanità di Napoli: nonostante la diffusione di un video-choc dell’assassinio, ancora nessuna segnalazione è giunta in Procura a Napoli per identificare il killer. E dire che il sicario non è protetto da casco o passamontagna: a volto scoperto ha freddato la vittima in pieno giorno, davanti a un bar. Non solo: dei diversi collaboratori di giustizia interpellati in questi mesi dopo l’omicidio nessuno ha saputo dire chi sia. Insomma, ad entrare in azione in quel bar potrebbe essere stato un killer non residente nel quartiere, forse addirittura uno straniero. È l’ipotesi che sembra farsi largo, al pari della possibilità che si tratti di un’azione non strettamente legata a dinamiche di faida tra clan di camorra: di solito il «Sistema» non utilizza sicari non affiliati per missioni di morte.
CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO —>>>

TERREMOTO A L’AQUILA – GIUSTINO PARISSE “PREMIO BORSELLINO”


Giustino Parisse, capo della redazione dell’Aquila de IL CENTRO, ha perso due figli il 6 aprile nel crollo della sua casa di Onna.


«Scrivere mi aiuta, e poi sento il dovere di testimoniare, di raccontare L’Aquila, il terremoto, e spero anche la ricostruzione»

Su questo blog riprenderemo sempre i suoi articoli che, con loro profonda tragicità, aprono una finestra nell’inferno umano che il terremoto ha scatenato, con il desiderio d’aprire una nuova finestra non solo sulla ricostruzione materiale, ma anche sulla resurrezione di una umanità ferita a morte.


PESCARA. E’ stato consegnato ieri il primo premio “Paolo Borsellino” di questa quattordicesima edizione. Il riconoscimento è andato al giornalista del “Centro”, Giustino Parisse, capo della redazione dell’Aquila, «per il coraggio e la forza che ha mostrato nello svolgere il suo lavoro dopo il sisma del 6 aprile scorso», in cui ha perso i due figli e il padre. «Scrivere mi aiuta, e poi sento il dovere di testimoniare, di raccontare L’Aquila, il terremoto, e spero anche la ricostruzione», ha detto Parisse, autore del libro “Quanto era bella la mia Onna”, in cui racconta quei terribili momenti.
«E’ un libro che non avrei mai voluto scrivere, ma è l’unica cosa che posso regalare ai miei figli, Domenico e Maria Paola, che quest’ anno avrebbero compiuto 18 e 16 anni». A margine del volume c’è una raccolta di foto che mostrano Onna com’era prima «dell’orrendo scossone» e com’è ora: «Le ha scattate mio figlio, che nutriva come me la passione per il nostro paese, in un giorno in cui avevano chiuso la scuola perché nevicava».

CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO —>>>

TERREMOTO A L’AQUILA – OGGI SABATO 31 OTTOBRE 2009



FOSSA IL VILLAGGIO REALIZZATO DALLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA


DA IL CENTRO QUOTIDIANO D’ABRUZZO


Appalti, Abruzzo in prima fila

ottenuti lavori per 246 milioni


Il 24 per cento del totale degli importi finisce all’Abruzzo. E’ la torta del progetto Case e della realizzazione di moduli abitativi e scolastici, che hanno portato «in casa» 246 milioni di euro di lavori, tra appalti e subappalti. Intanto proseguono gli interrogatori per l’inchiesta sui crolli del 6 aprile: oggi sarà ascoltato il rettore del Convitto nazionale Bearzi, mentre ieri ha chiesto di anticipare il suo interrogatorio il dirigente provinciale Mazzotta.
IL MILIARDO. Tra appalti e subappalti per progetto Case e realizzazione di moduli provvisori, abitativi e scolastici, l’i mporto complessivo supera il miliardo di euro. Un giro d’affari ragguardevole. E si tratta solo della prima fase della ricostruzione, quella fatta per ridare un tetto, anche provvisorio, a chi non ce l’ha più.


CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO —>>


DAL BLOG DI GIUSTINO PARISSE

Morte e cinismo

Secondo una perizia della Procura dell’Aquila nel crollo di una parte della facoltà di ingegneria , se fosse accaduto di giorno sarebbero morte 2000 persone. Ci sono esperti di terremoti (anche quelli che per mesi hanno rassicurato) che si avventurano ad affermare che, sempre se fosse stato di giorno, all’Aquila ce ne sarebbero stati 15.000. Insomma una carneficina senza pari. Il tutto per dire _ questa è purtroppo la sostanza _ che alla fine 300 morti sono una inezia, lo 0,5 per cento (forse meno) della popolazione. Insomma una fortuna sfacciata. In questi dati e cifre leggo un cinismo infinito come quello dei generali in guerra che contano le vittime a migliaia e a volte a milioni ma quello che è importante è il risultato che si raggiunge e magari qualche medaglia sul petto. Mi rassegnerò, io ho perso il 50 per cento della mia famiglia, ma di che mi lamento. Alla fine quello 0,5 per cento val bene qualche bella inchiesta sulla quale pavoneggiarsi ogni giorno (vedremo come finirà), qualche bello scoop giornalistico (con la gente sotto le tende , qualche settimana fa ho letto un pezzo su un grande quotidiano italiano , che occupava mezza pagina, su un pezzetto di statua lignea che si era staccato durante il trasporto dell’opera d’arte da sotto le macerie a un luogo più sicuro), tanti appalti , fiumi di denaro, politici che fanno spettacolo. Il terremoto è passato, forse tornerà fra un centinaio di anni. Ora si acchiappi il più possibile. Alla fine ci sono stati “solo ” trecento morti. Ma sì, che torni la festa.

Ballarò Berlusconi telefona a Floris e parla dei giudici


BALLARO’ 27 OTTOBRE 2009


I GIUDICI SONO COMUNISTI

I giudici comunisti sono la rovina dell’Italia. E’ la stessa tesi che i boss mafiosi sostengono dal carcere, Riina in testa. Caselli viene considerato un cancro.


Dice «L’anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, ma sono i pm e i giudici comunisti di Milano che da quando Berlusconi è sceso in politica lo hanno aggredito in tutti i modi. I pm sono la vera opposizione nel nostro Paese»


LE RISPOSTE DEI GIUDICI DI MILANO


Alfredo Lobredo:

“Se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali, a cominciare da Falcone e Borsellino, e di tutti gli altri che hanno perso la vita in nome della difesa della legalità”.


l’Associazione nazionale dei Magistrati:

“Rispondiamo solo alla legge e alla Costituzione, i magistrati non devono essere intimiditi”, ed è ridicolo “descrivere i tribunali come sezioni di partiti politici”.


“E che cosa dobbiamo dire ancora – sbotta un magistrato che vuole restare nell’anonimato – è sempre la solita storia, trita e ritrita. Noi pensiamo solo a lavorare”.


ARTICOLI CORRELATI

LA TELEFONATA DI BERLUSCONI A BALLARO’ DEL 27.10.2009


TUTTI I VIDEO DELLA PUNTATA STORICA DI BALLARO’


BUFERA DI NEVE. BERLUSCONI BLOCCATO ALLA CORTE DI PUTIN


ITALIA STA DIVENTANDO UN PAESE COMUNISTA


BERLUSCONI FIGLIO DI PUTIN? DA!!


LA FIAT DI MONTEZEMOLO O MAGNA DI PUTIN. BERLUSCONI DA CHE PARTE STA?


VATICANO, GHEDDAFI, PUTIN LA POLITICA ESTERA DI BERLUSCONI


BERLUSCONI: “RIBELLATEVI AGLI ANTI-ITALIANI !!”

vasco rossi – stupendo


Proposta di Fabrizio

Il titolo dice tutto! Una delle più belle del Blasco!


Stupendo (Vasco Rossi)


È nei ritagli ormai del tempo
che penso a quando tu eri qui
era difficile ricordo bene
ma era fantastico provarci insieme.
Ed ora che non mi consolo
guardando una fotografia
mi rendo conto che il tempo vola
e che la vita poi è una sola…
E mi ricordo chi voleva
al potere la fantasia…
erano giorni di grandi sogni……..sai
erano vere anche le utopie
Ma non ricordo se chi c’era
aveva queste queste facce qui
non mi dire che è proprio così
non mi dire che son quelli lì!
Leggi il seguito di questo post »

Ballarò Berlusconi telefona a Floris


Grande scalpore ha destato l’intervento di Berlusconi a Ballarò

Siamo veramente alla frutta.

In questo momento l’Italia è vicina alla Libia di Gheddafi e alla Russia di Putin.

Ormai tutti lo sanno ed è l’impegno di tutti quello di riportare l’Italia nei paesi dell’Occidente.
L’Italia è un paese democratico e la sua collocazione non può essere che l’Europa, a fianco dell’America di Obama.
Ormai votando non si sceglie più tra destra e sinistra, ma si sceglie se si vuole stare con l’Europa e con Obama oppure se si appoggia la politica di Berlusconi di collaborazione stretta con Gheddafi e Putin.
Destra e sinistra è un concetto senza senso.
Un esempio? Berlusconi che osanna Putin, vuole Putin, fà affari con Putin come considera Putin? Un uomo moderato di centro?

Putin è il capo e l’erede del comunismo russo.


Merita rispetto, ma io voglio stare con Obama non con Putin.
Berlusconi costruisce con Putin il più grande gasdotto d’Europa ed ha come concorrente il gasdotto costruito dai paesi europei insieme ad Obama. E’ in ballo l’egemonia sul gas.


Questi sono i fatti incresciosi e gravi, altro che chiacchere.
Ma ecco il meglio della telefonata di ieri a Ballarò

Leggi il seguito di questo post »

La Russa Alfano Casini Bindi Berlusconi storica puntata di Ballarò


Questa puntata rimarrà nella storia.


La figura che hanno fatto La Russa ed Alfano è stata talmente deprimente che alla fine è intervenuto direttamente Berlusconi.

Come prevedibile il canale di youtube è stato immediatamente intasato di filmati.

Videopolitik il canale di ladygroove71b ha messo online la playlist della puntata.

Questa puntata di Ballarò viene consegnata alla storia per il ludibrio delle generazioni successive, la nostra purtroppo ha poco da ridere, è la vittima.

TERREMOTO A L’AQUILA – OGGI MERCOLEDI’ 28 OTTOBRE 2009



FOSSA IL VILLAGGIO REALIZZATO DALLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA


DA IL CENTRO QUOTIDIANO D’ABRUZZO


Berlusconi ammalato, rinviata

la consegna delle case a Fossa


Salta la visita numero 24 di Berlusconi. Il premier ha la scarlattina e l’inaugurazione delle case di Fossa slitta di una settimana. Intanto arrivano i 493 milioni dal fondo di solidarietà dell’Unione europea. E rimane irrisolto il problema delle macerie: il deposito provvisorio dell’ex Teges scoppia. Bocciato il secondo sito, individuato nella frazione di Bagno. Nuove proteste, a causa dei ritardi nei lavori, per le case di legno.
«L’amministrazione regionale friulana» ha spiegato ieri sera il sindaco di Fossa, Luigi Calvisi «ci tiene ad effettuare la cerimonia di consegna alla presenza di Berlusconi e quindi bisogna rimandare tutto di una settimana». Nulla cambia però per gli sfollati del paese che, in ogni caso, dovranno attendere ancora qualche giorno prima di poter rientrare nei moduli abitativi provvisori. «Mancano ancora degli allacci di alcune utenze» ha detto il sindaco «e dobbiamo collaudare i contatori dell’Enel, ci vorrà ancora qualche giorno. Di fatto – ha sottolineato – quella di domani sarebbe stata solo una consegna formale, niente di più anche perché – ha concluso – diversamente non avremmo mai sacrificato degli sfollati per attendere Berlusconi».


CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO —>>


DAL BLOG DI GIUSTINO PARISSE

Morte e cinismo

Secondo una perizia della Procura dell’Aquila nel crollo di una parte della facoltà di ingegneria , se fosse accaduto di giorno sarebbero morte 2000 persone. Ci sono esperti di terremoti (anche quelli che per mesi hanno rassicurato) che si avventurano ad affermare che, sempre se fosse stato di giorno, all’Aquila ce ne sarebbero stati 15.000. Insomma una carneficina senza pari. Il tutto per dire _ questa è purtroppo la sostanza _ che alla fine 300 morti sono una inezia, lo 0,5 per cento (forse meno) della popolazione. Insomma una fortuna sfacciata. In questi dati e cifre leggo un cinismo infinito come quello dei generali in guerra che contano le vittime a migliaia e a volte a milioni ma quello che è importante è il risultato che si raggiunge e magari qualche medaglia sul petto. Mi rassegnerò, io ho perso il 50 per cento della mia famiglia, ma di che mi lamento. Alla fine quello 0,5 per cento val bene qualche bella inchiesta sulla quale pavoneggiarsi ogni giorno (vedremo come finirà), qualche bello scoop giornalistico (con la gente sotto le tende , qualche settimana fa ho letto un pezzo su un grande quotidiano italiano , che occupava mezza pagina, su un pezzetto di statua lignea che si era staccato durante il trasporto dell’opera d’arte da sotto le macerie a un luogo più sicuro), tanti appalti , fiumi di denaro, politici che fanno spettacolo. Il terremoto è passato, forse tornerà fra un centinaio di anni. Ora si acchiappi il più possibile. Alla fine ci sono stati “solo ” trecento morti. Ma sì, che torni la festa.

Bersani nuovo segretario del PD


Anche da questo blog vogliamo indirizzare a Bersani, neo segretario del PD, i migliori auguri per un importante lavoro a favore dell’Italia e della sua rinascita.

Oggi ha fatto visita a Prato, città che stà conoscendo una crisi nerissima dopo lunghi periodi di grande sviluppo e di grande benessere.
Bastava girare per Prato per rendersi conto dell’altissimo tenore di vita raggiunto.
Poi è avvenuta l’invasione del popolo cinese, in grado di aprire miriadi di ditte estremamente competitive, poi è arrivata la crisi globale ed a Prato si è parlato di una disfatta totale che stà erodendo le cospicue risorse accumulate.

Nelle passate elezioni Prato è passato dall’eterno CSX al CDX. Le elezioni a Prato sono state un terremoto sentito in tutta la Toscana.

La sua presenza a Prato è molto sintomatica.

Ecco il filmato youtube diffuso dopo la sua proclamazione.


La visita a Prato

TERREMOTO A L’AQUILA – OGGI MARTEDI’ 27 OTTOBRE 2009



LA GRANDE FETTA DEI SUBAPPALTI


DA IL CENTRO QUOTIDIANO D’ABRUZZO


Appalti, uno su tre all’Abruzzo

Alle imprese del Sud va il 13%


La geografia dei subappalti assegna all’Abruzzo la parte del leone: un lavoro su tre resta in regione. Alle ditte del Sud va il 13 per cento del totale del progetto Case. Le province meridionali beneficiarie dei soldi della ricostruzione sono Avellino, Caserta, Napoli, Agrigento, Palermo, Catania e Ragusa. Una torta da 169 milioni che vede al desco 716 aziende.
LA LEGGE-BEFFA. Del resto, una norma contenuta nel decreto Abruzzo amplia fino al 50 per cento la quota dei lavori da affidare in subappalto. In nome dell’emergenza, le maglie del codice degli appalti (che fissa il limite al 30 per cento) si allargano a dismisura e dentro s’infilano le ditte di tutta Italia, sia quelle pulite sia quelle contigue alla criminalità organizzata


CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO —>>


DAL BLOG DI GIUSTINO PARISSE

Morte e cinismo

Secondo una perizia della Procura dell’Aquila nel crollo di una parte della facoltà di ingegneria , se fosse accaduto di giorno sarebbero morte 2000 persone. Ci sono esperti di terremoti (anche quelli che per mesi hanno rassicurato) che si avventurano ad affermare che, sempre se fosse stato di giorno, all’Aquila ce ne sarebbero stati 15.000. Insomma una carneficina senza pari. Il tutto per dire _ questa è purtroppo la sostanza _ che alla fine 300 morti sono una inezia, lo 0,5 per cento (forse meno) della popolazione. Insomma una fortuna sfacciata. In questi dati e cifre leggo un cinismo infinito come quello dei generali in guerra che contano le vittime a migliaia e a volte a milioni ma quello che è importante è il risultato che si raggiunge e magari qualche medaglia sul petto. Mi rassegnerò, io ho perso il 50 per cento della mia famiglia, ma di che mi lamento. Alla fine quello 0,5 per cento val bene qualche bella inchiesta sulla quale pavoneggiarsi ogni giorno (vedremo come finirà), qualche bello scoop giornalistico (con la gente sotto le tende , qualche settimana fa ho letto un pezzo su un grande quotidiano italiano , che occupava mezza pagina, su un pezzetto di statua lignea che si era staccato durante il trasporto dell’opera d’arte da sotto le macerie a un luogo più sicuro), tanti appalti , fiumi di denaro, politici che fanno spettacolo. Il terremoto è passato, forse tornerà fra un centinaio di anni. Ora si acchiappi il più possibile. Alla fine ci sono stati “solo ” trecento morti. Ma sì, che torni la festa.

Il Comunista Putin il migliore amico di Berlusconi


Ha impressionato molto il giornale di Emilio Fede ieri sera.

Ha mandato in onda un servizio su Putin che è durato diversi minuti.
Il servizio elogiava Putin in maniera sperticata.
Il servizio, come ha detto un Fede distrutto, è stato ripreso pari pari dalla TV russa.
Anche per Fede una cosa del genere comincia ad essere troppo.
E’ enorme il potere economico che Berlusconi potrà ottenere alla corte di Putin.

Non ha nessuna remora a vendere l’Italia per ottenerlo.


Ecco una foto di Putin seguito da uno dei suoi principali collaboratori che ligio indossa la giacca d’ordinanza con lo stemma della Russia.


ARTICOLI CORRELATI

BUFERA DI NEVE. BERLUSCONI BLOCCATO ALLA CORTE DI PUTIN


ITALIA STA DIVENTANDO UN PAESE COMUNISTA


BERLUSCONI FIGLIO DI PUTIN? DA!!


LA FIAT DI MONTEZEMOLO O MAGNA DI PUTIN. BERLUSCONI DA CHE PARTE STA?


VATICANO, GHEDDAFI, PUTIN LA POLITICA ESTERA DI BERLUSCONI


BERLUSCONI: “RIBELLATEVI AGLI ANTI-ITALIANI !!”

i rifiuti vanno sempre in discarica


Il problema rifiuti umilia la Provincia d’Imperia.

Non si vede all’orizzonte la volontà di risolverlo prima della grande emergenza che inevitabilmente ci sarà.
Intanto Ponticelli (la discarica di proprietà della famiglia Pizzimbone) ha ottenuto un’ ulteriore deroga ampliando lo spazio utilizzabile.
Raccolta differenziata?
Argomento sconosciuto.
Il nostro Comune come si comporta?
La Docks Lanterna prolunga il contratto per il porta porta presso le attività commerciali.
A febbraio dovrebbe essere appaltato il servizio porta porta presso i privati.
La raccolta differenziata è stato un’importante punto programmatico della Lista E’ Tempo.

ICI ulteriore proroga


clicca sull’articolo per ingrandire

battesimo per ORTAGGIA


NASCE ORTAGGIA MERCATO DEI PRODOTTI AGRICOLI

nuovo corso per assaggiatori d’olio

Angelo Cincotti insignito della Medaglia d’Onore

no martini no parti

bufera di neve a San Pietroburgo. Berlusconi bloccato.





ALLA CORTE DI PUTIN SI STA’ BENISSIMO E CHE AFFARI CHE SI FANNO!!


Il gasdotto South Stream da 64 miliardi di mc di gas/annui costruito dal Comunista Putin ci vede come principali soci.

Dobbiamo però battere la concorrenza degli Europei schierati con Obama che vogliono costruire il gasdotto Nabucco.

Shroeder, che era stato cancelliere di sinistra tedesco tra il 1998 ed il 2005, ha lasciato la politica ed e’ ora presidente del consorzio per la costruzione del gasdotto. Si è messo in affari con Putin.


Grazie ai buoni uffici di Shroeder l’Opel tedesca è andata a Magna e non alla Fiat.

Magna è di proprietà di Putin.

Berlusconi nell’occasione era introvabile.

Berlusconi è entrato anche lui nell’affare South Stream.


Se il gasdotto guadagnerà 0,1 euro/mc il consorzio si metterà in tasca 6,4 miliardi/anno.

Se guadagnerà 0,2 euro/mc il ricavato sarà 12,80 miliardi di euro e così via.


Altro che Mediaset !! soldi e potere a palate !!

Speriamo Berlusconi si ricordi del suo fedele amico Scajola che tanto si è prodigato per instaurare buoni rapporti con la Russia di Putin.


Intanto il nostro Premier non è potuto arrivare in Italia per presiedere alla riunione del Consiglio dei Ministri.

E’ quindi saltato anche l’incontro con Tremonti che nel frattempo è imbufalito per la sparata dell’Irap da terra russa.

Il nostro Premier preso dall’euforia ha tagliato con una telefonata 30.000 miliardi di tasse/anno.


Il gasdotto ed i piaceri del soggiorno in dacia sono stati fatali a Tremonti.

Il nostro Premier ha telefonato da San Pietroburgo dicendo che la causa del suo ritardo è stata una bufera di neve talmente forte da bloccare gli aerei.
Il mondo dei blogger si è messo in moto e ne giro di pochi minuti hanno documentato con webcam che a San Pietroburgo non c’era traccia di neve.

Giulio Tremonti ha commentato «Tempesta di neve? Direi invece che è stato bloccato da una nebbia fitta, molto fitta…».

Noi invece abbiamo scoperto che la tempesta c’è stata.
Ecco il filmato che documenta le nostre affermazioni.


ARTICOLI CORRELATI


ITALIA STA DIVENTANDO UN PAESE COMUNISTA


BERLUSCONI FIGLIO DI PUTIN? DA!!


LA FIAT DI MONTEZEMOLO O MAGNA DI PUTIN. BERLUSCONI DA CHE PARTE STA?


VATICANO, GHEDDAFI, PUTIN LA POLITICA ESTERA DI BERLUSCONI


BERLUSCONI: “RIBELLATEVI AGLI ANTI-ITALIANI !!”

TERREMOTO A L’AQUILA – OGGI SABATO 24 OTTOBRE 2009



IL TERREMOTO FOSSE SUCCESSO DI GIORNO
SAREBBE STATA UN’ECATOMBE


DA IL CENTRO QUOTIDIANO D’ABRUZZO


Crolli nella facoltà di Ingegneria

‘Potevano morire 2000 persone’


Il Centro riporta le accuse mosse agli indagati per la morte di 11 ragazzi per i crolli della Casa dello studente e del Convitto nazionale. E sul crollo della facoltà di Ingegneria il procuratore Rossini dichiara: «Potevano morire duemila persone». Nella mattinata, intanto, una leggera scossa di 2,1 magnitudo è stata avvertita nell’aquilano, tra Sant’Eusanio Forconese, Poggio Picenze e San Demetrio nè Vestini.
«Alcuni» ha continuato il pm «avevano dubitato che si sarebbe arrivato ai processi, anche se hanno visto che abbiamo lavorato duramente, io non ho neppure fatto le ferie in estate. Invece siamo riusciti ad arrivare a questa fase molto complessa addirittura notificando a delle persone capi di imputazione analitici, molto ben fatti, che faranno parte della storia di questi processi».


CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO —>>


DAL BLOG DI GIUSTINO PARISSE

Il sereno nel villaggio

Questa mattina sono uscito di casa abbastanza presto. Sole, cielo azzurro, il verde intorno alle casette di legno di Onna. E poi signore anziane e più giovani indaffarate nelle pulizie e nella cura degli spazi. Una scena di serenità, purtroppo solo apparente. Forse sarà la mia condizione a farmi vedere sempre tutto nero. Eppure non riesco ad abituarmi a una situazione che nessuno di noi onnesi cercava e che è nata dopo una tragedia. Ieri pomeriggio sono andato di nuovo nella chiesa distrutta di Onna. C’erano i vigili del fuoco che stavano provvedendo alla copertura di alcune parti che con pioggia e neve potrebbero subire altri danni. Ero con una troupe di una tv tedesca che ha intervistato il parroco don Cesare. Sono passati quasi sette mesi ma il dolore, l’angoscia, il magone che mi prende di fronte alle macerie (e ne sono sempre di più dopo le demolizioni) sono sempre gli stessi. Ieri sera sono tornato a casa poco prima della mezzanotte. Mi ero fermato in redazione a dare una mano, per quel poco che posso, ai colleghi. Quando sono ripartito ho avuto un senso di vuoto. Ho trattenuto le lacrime fino a quando sono arrivato a Onna. Era il percorso che ho fatto per trent’anni. Arrivato all’altezza della fontana (che non c’è più) sono andato verso destra. Verso il nuovo villaggio. Tornavo a casa dopo il lavoro. Fino al 5 aprile sarei rientrato, avrei aperto la porta delle stanze di Domenico e Maria Paola e li avrei guardati, per qualche secondo, dormire sereni. Poi sarei andato a letto anch’io. Stanco, stremato ma sapendo di aver svolto il mio compito e che c’erano loro lì che avevano bisogno di me e che rappresentavano il futuro. Oggi non è più così. Oggi c’è solo un dolore infinito, il senso di impotenza e inutilità. E’ dura ragazzi. E molto dura.

ai tanti miei amici del centrodestra


Mi spiace per i miei amici del centrodestra che sono persone perbene, ma il loro voto ha avuto effetti catastrofici.


L’ITALIA STA’ DIVENTANDO UN PAESE COMUNISTA.


L’Italia stà diventando un paese sempre più vicino alla Russia di Putin.


I giornali e la sinistra per mesi ci hanno menato con la storia delle escort, si sono concentrati con puntigliosa dovizia di particolari sull’attività sessuale del Premier.
NON INTERESSA A NESSUNO.


In questo momento Putin e Berlusconi stanno accordandosi in Russia per lo sviluppo del progetto South Stream.

Cos’è?

E’ semplicemente il gasdotto che darà a Putin il monopolio del gas sull’intera Europa.

Noi siamo i suoi principali soci nell’affare.

Questo affare gigantesco và contro Nabucco.


Cos’è?

E’ semplicemente il gasdotto che i Paesi europei e l’America di Obama vogliono costruire per arginare il tentativo egemonico di Putin.

Noi siamo contro il progetto Nabucco.

La prossima volta chi vuole stare con l’Europa e con Obama e non vuole diventare il principale socio di Putin, ex kgb ed attuale capo dei veri comunisti, non voti più per Berlusconi e per Scajola.

Fermiamo l’appoggio italiano al progetto South Stream oppure cominciamo già da subito ad imparare un pò di russo.


Io sento il dovere di stare con lui

CASA DELLO STUDENTE E SCUOLA ELEMENTARE


DA IL CENTRO IL QUOTIDIANO D’ABRUZZO


Le cause del crollo della Casa dello studente, secondo la procura, partono dall’epoca della costruzione nel 1965 e arrivano ai giorni nostri con le recenti ristrutturazioni. Questa la ragione per la quale tra i 15 indagati ci sono gli esecutori degli ultimi lavori, ma anche 4 persone decedute in anni lontani, compreso chi lo realizzò. Due gli indagati, infine, per il crollo del Convitto nazionale.


La casa dello studente de L’Aquila è stata costruita nel 1965.

La nostra scuola elementare è stata costruita nel 1960.

Entrambe erano state fatte con calcestruzzo d’infima qualità.

La Casa dello Studente de L’Aquila ha fatto 8 morti, c’è stato un terremoto.

La nostra scuola non ha fatto nessun morto, non c’è stato il terremoto.

Chi ora, per rispondere a logiche strumentali politiche, attacca la nostra Amministrazione per aver chiuso dall’oggi al domani la scuola elementare di Arma sappia che stà disonorando il ricordo dei bimbi morti a San Giuliano di Puglia, del ragazzo morto a Rivoli nel liceo Darwin e, per ultimo, dei 8 ragazzi morti nel crollo della Casa dello Studente di Aquila.


Non si può rimanere indifferenti a vita.
L’INDIFFERENZA è il cancro della nostra Società.

TERREMOTO A L’AQUILA – OGGI VENERDI’ 23 OTTOBRE 2009



NEL 1965 E’ STATA COSTRUITA LA CASA DELLO STUDENTE
ORA 8 RAGAZZI HANNO TROVATO LA MORTE


DA IL CENTRO QUOTIDIANO D’ABRUZZO


Crolli, ecco i nomi degli indagati

Sono 26 gli avvisi di garanzia


Partono dal 1965 le cause del crollo della Casa dello studente secondo la ricostruzione della Procura dell’Aquila, che per la morte di 8 ragazzi ha indagato 15 persone, tra cui gli esecutori degli ultimi lavori e anche 4 persone nel frattempo decedute. Due gli indagati per il crollo del Convitto nazionale e 9 per la facoltà di Ingegneria. In tutto sono 26 gli avvisi di garanzia notificati ieri. Intanto il ministro Maroni ha presentato all’Aquila lo Sportello per gli enti locali


CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO —>>


DAL BLOG DI GIUSTINO PARISSE

Il sereno nel villaggio

Questa mattina sono uscito di casa abbastanza presto. Sole, cielo azzurro, il verde intorno alle casette di legno di Onna. E poi signore anziane e più giovani indaffarate nelle pulizie e nella cura degli spazi. Una scena di serenità, purtroppo solo apparente. Forse sarà la mia condizione a farmi vedere sempre tutto nero. Eppure non riesco ad abituarmi a una situazione che nessuno di noi onnesi cercava e che è nata dopo una tragedia. Ieri pomeriggio sono andato di nuovo nella chiesa distrutta di Onna. C’erano i vigili del fuoco che stavano provvedendo alla copertura di alcune parti che con pioggia e neve potrebbero subire altri danni. Ero con una troupe di una tv tedesca che ha intervistato il parroco don Cesare. Sono passati quasi sette mesi ma il dolore, l’angoscia, il magone che mi prende di fronte alle macerie (e ne sono sempre di più dopo le demolizioni) sono sempre gli stessi. Ieri sera sono tornato a casa poco prima della mezzanotte. Mi ero fermato in redazione a dare una mano, per quel poco che posso, ai colleghi. Quando sono ripartito ho avuto un senso di vuoto. Ho trattenuto le lacrime fino a quando sono arrivato a Onna. Era il percorso che ho fatto per trent’anni. Arrivato all’altezza della fontana (che non c’è più) sono andato verso destra. Verso il nuovo villaggio. Tornavo a casa dopo il lavoro. Fino al 5 aprile sarei rientrato, avrei aperto la porta delle stanze di Domenico e Maria Paola e li avrei guardati, per qualche secondo, dormire sereni. Poi sarei andato a letto anch’io. Stanco, stremato ma sapendo di aver svolto il mio compito e che c’erano loro lì che avevano bisogno di me e che rappresentavano il futuro. Oggi non è più così. Oggi c’è solo un dolore infinito, il senso di impotenza e inutilità. E’ dura ragazzi. E molto dura.

Il Piano Casa della Regione Liguria



Renato Soru era decaduto da Presidente della Regione Sardegna perché aveva deciso di non far più costruire sulla costa.

Nei mesi precedenti aveva già subito un forte linciaggio mediatico dopo aver inserito tasse altissime per permettere d’attraccare in Sardegna.

Renato Soru non è povero diavolo, è uno che stà bene, ha un patrimonio di milioni di euro ed aveva capito due cose:

1) i soldi bisogna chiederli a chi li ha. Sei hai un panfilo da milioni di euro e vieni in Sardegna a fare le vacanze puoi dare qualcosa di speciale alla Sardegna che ti accoglie.

2) un’economia basata sullo sfruttamento del territorio, non è un’economia è solo una devastazione del territorio.

A volte l’economia (e la politica) è fatta da gente ignorante che è incapace di creare nuove opportunità, ma si ferma all’ovvio: se ho un terreno vista mare e ci costruisco sopra ci guadagno.

Renato Soru è saltato da Governatore della Sardegna e questo è accaduto per l’opposizione del PDL, ma soprattutto per i tradimenti all’intero del suo partito, il PD.


Secondo Marco Preve e Ferruccio Sansa, giornalisti e autori del libro “Il partito del cemento”, il piano casa che la Regione Liguria si appresta a varare il 28 ottobre è uno dei più permissivi e tolleranti d’Italia.

Supera le stesse indicazioni del governo Berlusconi che ai più sembrava un’infamia per una terra, l’Italia, che ad ogni starnuto della natura si piega in due ed ammazza tanta gente sotto le macerie di abitazioni costruite senza senso, abusive, senza il rispetto dei minimi parametri tecnici. Non sono quasi mai abitazioni costruite a perfetta regola d’arte.

Succedono le disgrazie, si piangono i morti e dopo pochi giorni si ricomincia da capo.

Secondo Marco Preve e Ferruccio Sansa con questo piano casa inizia la definitiva devastazione della Regione Liguria.

Dopo la recente tragedia di Messina il Governatore della Sicilia Lombardo aveva citato la Liguria come esempio negativo di cementificazione del territorio. Siamo un esempio negativo anche per la Sicilia di Lombardo!
Speriamo che da noi la natura non starnutisca come è successo da molte altre parti.

A Marzo 2010 ci saranno le elezioni per la Regione Liguria: sarà mica che Piano Casa, caduta di Soru, elezioni Regionali in Liguria siano legate da un semplicissimo ragionamento di sopravvivenza politica?


Buona giornata a tutti e godetevi le cose belle della vita.


GRAZIE GOVERNATORE RENATO SORU
hai perso le elezioni
ma hai vinto la vita con la tua dignità!!


Se vuoi leggere l’articolo di Sansa e Preve sul blog di Grillo clicca qui


Se vuoi leggere un ulteriore approfondimento sul sito della Casa della Legalità clicca qui



Piano casa, Legambiente a Burlando: blocca gli emendamenti

Il servizio sul piano pubblicato da Il Secolo XIX a firma di Bruno Lugaro, approda sul sito di Beppe Grillo con una lettera aperta scritta da altri due giornalisti, Ferruccio Sansa (ex Messaggero, Repubblica, Secolo XIX oggi a La Stampa) e Marco Preve (La Repubblica, un impegno sindacale decennale), autori del libro “Il partito del cemento”. E diventa un caso.


Mentre Legambiente Liguria con il suo presidente Stefano Sarti scrive al presidente Burlando: «La discussione che si sta determinando in Regione relativamente all’iter di approvazione del Piano Casa sta giungendo ad un punto di elevata problematicità, probabilmente di non ritorno. I fatti sono noti: alla fine dell’estate scorsa la giunta regionale da lei presieduta approva, non senza distinguo e perplessità, un disegno di legge da inviare alle commissioni competenti e poi al consiglio regionale per l’approvazione definitiva. Una bozza che, è bene ricordarlo, Legambiente ha da subito criticato, soprattutto per l’ambiguità rispetto al territorio dei Parchi, nazionali e regionali, presenti nella nostra regione».


CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO —>>>

Perm Russia incredibile filmato


Russia città di Perm un Autobus con i freni rotti prima di fermarsi travolge una decina di macchine.
Per fortuna solo quattro feriti lievi ed una persona che ha salvato la vita per una frazione di secondo

Ballestra Scullino – chi si odia si piglia (augurio)



In quel di Ventimiglia, il Sindaco Scullino ha deciso di querelare il vulcanico Marco Ballestra mal sopportando le critiche mosse al suo operato.
Ieri è stata celebrata la prima udienza.

La querela ha per oggetto una serie di cartelli che Ballestra aveva esposto durante una manifestazione della sua Associazione Alzalatesta.

Cartelli come questo, ma diversi nel contenuto.



clicca sull’articolo per ingrandire

Il risultato?

Il blog di Ballestra stà avendo un’impennata di contatti.
ieri ha superato le 700 visite … record del blog.
Mi sà che, se continua così, il sito di Alzalatesta strappa al nostro il primato dei contatti nella Provincia d’Imperia.

Perchè è così difficile nella nostra Provincia accettare le critiche e misurarsi all’interno di confronto d’opinioni?

Il confronto può anche essere serrato, ma è sempre un contributo alla democrazia.
Tutti devono rendersi conto che i tempi cambiano e non è più possibile gestire il potere come una volta, i metodi dispotici appartengono al passato, non portano più a nulla.

La gente s’informa, i pc sono in tutte le case, si leggono i blog.


clicca sull’articolo per ingrandire

Internet è l’inizio di una grande rivoluzione che in America ha già espresso Obama Presidente, non mi sembra poco.

Dialogo, dialogo, dialogo è questa l’unica ricetta per far uscire la nostra società dall’imperativo mafia, mafia, mafia.

Questo lo vogliamo tutti, Scullino e Ballestra compresi, partiamo da qui e rifondiamo il nostro modo di vivere.

CLICCA QUI PER ANDARE AL SITO DI MARCO BALLESTRA —>>>

TERREMOTO A L’AQUILA – OGGI GIOVEDI’ 22 OTTOBRE 2009



LE AZIENDE DEI CLAN MESSE IN AZIONE DALLA NUOVA LEGGE
PENSAVATE DIVERSAMENTE?


DA IL CENTRO QUOTIDIANO D’ABRUZZO


Subappalti più facili per i clan

Casa dello studente, 12 indagati


Una delle norme contenute nel decreto Abruzzo consente alle ditte impegnate nella ricostruzione post-sisma di superare la soglia di sicurezza del 30 per cento e di affidare in subappalto lavori per milioni di euro. La deroga fa il gioco delle ditte compromesse con la criminalità organizzata che vogliono spartirsi una torta da 169 milioni di euro. Sul fronte dell’inchiesta sui crolli, i primi avvisi di garanzia saranno 12 e riguarderanno la Casa dello studente. I primi interrogatori entro pochi giorni.
L’AQUILA. È la deroga straordinaria alle restrizioni normative contenute nel codice degli appalti ad aprire la strada allo sbarco delle imprese colluse. Una delle norme contenute nel decreto Abruzzo consente alle ditte impegnate nella ricostruzione post-sisma di superare la soglia di sicurezza del 30 per cento e di affidare in subappalto lavori per milioni di euro. Una torta ricca, da 169 milioni.


CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO —>>


DAL BLOG DI GIUSTINO PARISSE

Il sereno nel villaggio

Questa mattina sono uscito di casa abbastanza presto. Sole, cielo azzurro, il verde intorno alle casette di legno di Onna. E poi signore anziane e più giovani indaffarate nelle pulizie e nella cura degli spazi. Una scena di serenità, purtroppo solo apparente. Forse sarà la mia condizione a farmi vedere sempre tutto nero. Eppure non riesco ad abituarmi a una situazione che nessuno di noi onnesi cercava e che è nata dopo una tragedia. Ieri pomeriggio sono andato di nuovo nella chiesa distrutta di Onna. C’erano i vigili del fuoco che stavano provvedendo alla copertura di alcune parti che con pioggia e neve potrebbero subire altri danni. Ero con una troupe di una tv tedesca che ha intervistato il parroco don Cesare. Sono passati quasi sette mesi ma il dolore, l’angoscia, il magone che mi prende di fronte alle macerie (e ne sono sempre di più dopo le demolizioni) sono sempre gli stessi. Ieri sera sono tornato a casa poco prima della mezzanotte. Mi ero fermato in redazione a dare una mano, per quel poco che posso, ai colleghi. Quando sono ripartito ho avuto un senso di vuoto. Ho trattenuto le lacrime fino a quando sono arrivato a Onna. Era il percorso che ho fatto per trent’anni. Arrivato all’altezza della fontana (che non c’è più) sono andato verso destra. Verso il nuovo villaggio. Tornavo a casa dopo il lavoro. Fino al 5 aprile sarei rientrato, avrei aperto la porta delle stanze di Domenico e Maria Paola e li avrei guardati, per qualche secondo, dormire sereni. Poi sarei andato a letto anch’io. Stanco, stremato ma sapendo di aver svolto il mio compito e che c’erano loro lì che avevano bisogno di me e che rappresentavano il futuro. Oggi non è più così. Oggi c’è solo un dolore infinito, il senso di impotenza e inutilità. E’ dura ragazzi. E molto dura.

gl’inceneritori inquinano come 3 macchine a gasolio


BERLUSCONI:

L’INQUINAMENTO DI ACERRA EQUIVALE A 3 MACCHINE A GASOLIO CHE SCARICANO A 110 METRI DI ALTEZZA


INCENERITORE DI MODENA

INCENERITORE DI COMO

SERVIZIO DEL TG3 SU ACERRA