ROBERTO CAMERA – PERCHE’ GRILLO SI CANDIDA ALLE PRIMARIE DEL PD


Riporto il commento di Roberto Camera.

All’inizio non sapevo se compiacermi o sentirmi deluso da una tale notizia, l’antipatia per la classe politica in generale mi farebbe pensare al fatto che anche Beppe si è fatto infinocchiare come tanti altri, poi pensandoci bene mi sono detto che questa potrebbe essere in effetti una furbata, visto che ormai il PD è un partito tenuto in vita artificialmente come una persona in coma irreversibile contro la sua volontà.

D’altronde l’evoluzione, questa legge naturale a cui non ci si può sottrarre fa sì che le cose cambino col tempo e quindi, di conseguenza, anche la politica è destinata a seguire l’evolversi della società. Le ideologie nate all’inizio del secolo scorso e che hanno dato luogo ai partiti così per dire tradizionali, nei tempi in cui viviamo ormai possono forse avere ancora un valore solo nei paesi sudamericani e africani, dove in effetti si possono ancora riscontrare tenori di vita e regimi ormai (quasi) dimenticati nella vecchia Europa. Dove sono finite le masse di migliaia di operai sfruttati o i nobili proprietari terrieri di antica stirpe che spadroneggiavano in passato?
Ormai l’operaio si cambia l’auto solo per sfizio (anche se a rate) e va in vacanza nelle mete più ambite, indeciso se comprarsi il televisore da 42″ o mettere il condizionatore in casa, potendosi permettere un livello di vita un tempo neanche immaginabile; in pratica c’è stato un innalzamento del tenore di vita della popolazione che quindi ha portato a perdere il significato di avere un partito comunista o socialista nel senso canonico del termine; virando per Forza Italia e quant’altro è venuto dopo, rappresentando questi l’incarnazione dei desideri di ricchezza e di posizione sociale, istinti aviti dell’animo umano, da ottenersi con qualunque mezzo.

Si assiste quindi ad una lotta per la sopravvivenza dove pur di annaspare politicamente queste accozzaglie di individui ambiziosi che già hanno avuto di tutto e di più, ma non ancora sazi, si inventano ad ogni piè sospinto un nuovo nome da dare al “partito” tanto per gettare del fumo negli occhi agli elettori e rimanere attaccati alle loro potenti posizioni.

Allora, arrivando al punto in questione, la strategia di Grillo è mutata cercando di sbilanciare a proprio favore il precario equilibrio che il PD a stento riesce a mantenere sull’orlo del baratro, pensando che vista la difficoltà per un neofita riuscire a raggiungere numericamente un consenso pari a quello dei gruppi tradizionali, perchè non tentare di entrarci così da ottenere finalmente un successo e proporre finalmente qualcosa di nuovo, moderno e giovane? Questa almeno è la mia interpretazione, sperando di non sbagliarmi nella valutazione, non posso che esprimere la mia simpatia per le idee di Beppe che in gran parte condivido e augurandogli una volta in ballo di non partire per la “tangente” come fanno ed hanno fatto molti prima di lui anche se mi rendo conto che col “sistema” che vige è altresì impresa ardua.

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