SCUOLA ELEMENTARE PAPA GIOVANNI – EDILIZIA FATISCENTE E POCHI SOLDI



“La scuola “Papa Giovanni” di Taggia poteva crollare da un momento all’altro”

Taggia – Secondo la verifica dell’ingegner Michele Canevello, la resistenza alla compressione del calcestruzzo della scuola era di 70 chilogrammi per centimetro quadrato rispetto a un limite minimo di 250 e “non era conforme alla normativa dell’epoca”


Sottoposto a una verifica strutturale per valutare il rischio sismico, la scuola “Papa Giovanni” di Taggia, edificio degli anni ‘60 che ospita le elementari di Arma di Taggia è stato fatto sgomberare in tutta fretta dal sindaco Vincenzo Genduso per le “gravi carenze strutturali”, dovute all’impiego di calcestruzzo di bassissima qualità. Secondo l’ingegnere incaricato della perizia, l’edificio sarebbe potuto crollare da un momento all’altro e non può nemmeno essere rinforzato: deve essere abbattuto. I 90 bambini che seguono i corsi estivi – scrive il Secolo XIX, che ha riportato la vicenda – sono stati trasferiti nella vicina scuola media. Per l’ingegner Michele Canevello, la resistenza alla compressione del calcestruzzo della scuola era di 70 chilogrammi per centimetro quadrato rispetto a un limite minimo di 250 e “non era conforme alla normativa vigente già all’epoca della costruzione”.


di Ma. Gu.


“Con la Finanziaria i fondi sulle tabelle relative all’edilizia scolastica sono stati svuotati”

Taggia – “Non bisogna aspettare che si verifichino incidenti, a volte purtroppo drammatici come quello di Torino, per mettere a norma strutture fatiscenti e pericolose” afferma il Senatore Luigi Lusi


“Con la Finanziaria i fondi sulle tabelle relative all’edilizia scolastica sono stati letteralmente svuotati a fronte del numero elevatissimo di edifici scolastici, in condizioni precarie, distribuiti sull’intero territorio nazionale”. Lo denuncia il senatore Luigi Lusi (Pd), commentando la vicenda della scuola elementare di Arma di Taggia fatta sgomberare d’urgenza dopo il risultato di una verifica sulla sua solidità strutturale.
“Non bisogna aspettare che si verifichino incidenti, a volte purtroppo drammatici come quello di Torino, per mettere a norma strutture fatiscenti e pericolose – prosegue Lusi – Il Governo e la Ministra Gelmini dovrebbero dare rassicurazioni in merito, perché i luoghi di studio e di lavoro non possono essere luoghi insicuri”.


di Ma. Gu.

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