SCUOLA ELEMENTARE PAPA GIOVANNI – L’ARTICOLO DI PAOLO ISAIA DEL SECOLO XIX




Scuola rischia di crollare il sindaco ordina la chiusura.

Articolo di Paolo Isaia

In quasi cinquant’anni i corridoi della scuola elementare di Arma di Taggia sono stati attraversati da generazioni di alunni. E per tutto questo tempo nessuno sospettava che l’edificio rischiasse di crollare. Lo ha scoperto un ingegnere, incaricato dal Comune di verificare il rischio sismico dell’immobile. Dai dati emersi dalle indagini, la scuola non solo sarebbe caduta anche con una lieve scossa, ma il crollo avrebbe potuto verificarsi comunque. Il risultato della perizia è stato consegnato all’amministrazione l’altro pomeriggio, ieri mattina il sindaco di Taggia Vincenzo Genduso ha firmato un’ordinanza di chiusura del plesso


Alle 9, quando i 90 bambini della scuola estiva si sono raccolti davanti ai cancelli, accompagnati da mamme e papà, sono stati trasferiti nella vicina scuola media, con la scusa di “lavori in corso”. Poi, alle 12.30, il sindaco ha indetto una conferenza stampa per spiegare l’accaduto. Le scuole elementari,nel pieno centro di Arma di Taggia, sono state chiuse per “gravi carenze strutturali”, dovute all’impiego, quando sono state costruite, di “calcestruzzo di bassissima qualità”. Non solo: le condizioni statiche dell’edificio sono talmente compromesse da rendere impossibile, o comunque economicamente svantaggioso, un intervento di adeguamento. Dal punto di vista strutturale, la situazione riscontrata dal tecnico incaricato dal Comune, l’ingegnere Michele Canevello, sarebbe drammatica. La relazione sulla quale si basa l’ordinanza del sindaco Genduso, oltre che dell’utilizzo di calcestruzzo di pessima qualità, parla del “valore della resistenza a compressione”, un parametro che esprime la pressione alla quale il calcestruzzo si rompe. Questo valore viene definito RCK (resistenza del calcestruzzo alla compressione) e deve essere mediamente di 250 chilogrammi per centimetro quadrato. Per la scuola di Arma, il valore riscontrato è di 70 chilogrammi per centimetro, poco più di un quarto, ovvero «di gran lunga inferiore rispetto a quello richiesto dalla Legge. Pertanto tale materiale non era conforme alla normativa vigente all’epoca della costruzione». Il provvedimento segue di 24 ore la delibera con la quale la giunta ha preso atto dell’esito delle perizie statiche eseguite sull’immobile di via Papa Giovanni e su altri cinque: le elementari Soleri a Taggia, la scuola per l’infanzia e l’asilo nido dei Borghi, le materne di Arma e di piazza San Benedetto, ancora a Taggia. Le verifiche tecniche, disposte dalla stessa amministrazione comunale, erano finalizzate alla riduzione del rischio sismico. Per effettuarle, il Comune ha utilizzato un contributo di circa 40 mila euro, elargito dalla Regione Liguria. Cinque scuole sono state trovate quasi “in regola”, basteranno pochi interventi per la messa a norma con quanto prevede la legge in materia. In ogni caso, le carenze non ne pregiudicano l’utilizzo. Per quanto riguarda il plesso di via Papa Giovanni, invece, il tecnico incaricato, l’ingegnere Michele Canevello, ha riscontrato una situazione davvero drammatica. La relazione che ha portato all’immediata chiusura parla di “scadente qualità del conglomerato cementizio”, tale da pregiudicare la funzionalità statica dell’edificio in caso di utilizzo. E tale, come viene spiegato nella delibera di giunta e nell’ordinanza, “da rappresentare una minaccia per l’incolumità degli occupanti”. La scadente qualità del calcestruzzo riguarda le colonne portanti, che sarebbero in grado di sopportare un carico quasi 4 volte inferiore ai limiti di legge. Come spiega ancora la perizia, “il valore della resistenza a compressione risulta essere di gran lunga inferiore rispetto a quello richiesto dalla legge». Un aspetto che nella delibera apre la strada ad una considerazione particolarmente significativa: “tale materiale non era conforme alla normativa vigente all’epoca della costruzione». Una circostanza che potrebbe portare ad un’eventuale richiesta danni. L’edificio di via Papa Giovanni XXIII fu realizzato nei primi anni ‘60, il compito fu affidato all’impresa “Fognini ragionier Gildo”. Per quasi cinquant’anni, nonostante la scarsa qualità del calcestruzzo determinata dai calcoli odierni, è rimasto in piedi. Ma la perizia lascia spazio a pochi dubbi. Tanto da fare pensare che il rischio di un crollo sia stato evitato per pura casualità. In particolare, proprio grazie al fatto che si tratta di una scuola elementare, quindi frequentata da bambini tra i 6 e i 10 anni, che hanno pertanto un “peso specifico” relativo. Insomma, se a correre per i corridoi, invece dei 230 alunni delle elementari, fossero stati dei ragazzi più grandi, il pericolo di un cedimento strutturale sarebbe stato molto più concreto.

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