ETERNO PING PONG DEI RIFIUTI TRA PONTICELLI E COLLETTE OZZOTTO.
ANNI D’AMMINISTRAZIONE PER ARRIVARE A QUESTA PENOSA SITUAZIONE.
SIAMO E RIMANIAMO LA PECORA NERA NELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA PORTA.
IN 6-12 MESI CON LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA PORTA IL PROBLEMA SAREBBE COMPLETAMENTE RISOLTO.
MOLTEPLICI CASI IN ITALIA DI RISOLUZIONE COMPLETA DEL PROBLEMA CON IL PORTA PORTA
RIFIUTI
PROBLEMA?
OD
OCCASIONE PER LUCROSI GUADAGNI?















18 Giugno 2009 alle 8:17 am
E’ uno schifo ed una vergogna. Siamo l’unica provincia ad avere delle discariche private. La discarica privata è una bomba in mano a poche persone. E’ uno scandalo! Anni ed anni di dominio pdl ci ha portato a questo. Il proprietario della discarica d’Imperia è un deputato pdl.
A imperia costruiscono il più grande porto del mediterraneo, ma non abbiamo il depuratore. Al prino molti giorni all’anno non si può fare il bagno. La merda và tutta in mare senza depuratore. Si sono preoccupati per il depuratore di Riva che è stato fermato, ma non dicono che ad imperia il depuratore funziona sempre così. Semplicemente non esiste. Anni anni di governo pdl e siamo a questi punti, ma la gente è più contenta così che votare a sinistra.
19 Giugno 2009 alle 12:02 pm
D’accordissimo con Carlo, invece al sindaco di Prelà vorrei dirgli se sa di che parla quando dice che con l’inceneritore risolverebbe il problema.
Forse prima dovrebbe informarsi che ci sono realtà in Italia dove l’incenerimento non è contemplato, in quanto a monte lungimiranti sindaci hanno capito che la soluzione è la raccolta domiciliare porta a porta, in quel momento plastica,carta, vetro e quant’altro diventano non più rifiuto ma materie prime secondarie che vengono vendute sul mercato del riciclo, generando lavoro e reddito sia per gli imprenditori che per i lavoratori dipendenti degli stessi.
L’incenerimento se non fosse supportato da aiuti di stato è economicamente perdente ma prima di tutto non è sostenibile a livello ambientale e sanitario, dovrebbe sapere infatti quali e quanti siano i danni per la salute delle persone che vivono anche fino a 30 km dagli impianti di incenerimento.
E sarebbe ora che vista la latitanza della Provincia nel merito della raccolta differenziata, i sindaci si sedessero ad un tavolo per pianificare imparando da comuni che già la fanno una raccolta differenziata domiciliare, che inizialmente è vero ha un costo relativamente maggiore, ma che nell’arco di pochi mesi risparmiando dal conferimento in discarica, e ricavando dalla vendita delle materie prime secondarie influisce positivamente sui costi diminuendoli e permettendo di trasformare la tassa RSU in tariffa, il che vuol dire risparmi per i cittadini e per le amministrazioni, ma soprattutto ci guadagna l’ambiente e la nostra qualità della vita.