ARTE IN VILLA BOSELLI – NINO VENTURA



OGGI 6 SETTEMBRE ore 18:00
INAUGURAZIONE DELLA PERSONALE DI


NINO VENTURA

“MEDITERRANEO TERRA MIA”




Esercito a Sperlonga


E’ nato ad Acireale il 2 gennaio del 1959, vive e lavora a Chivasso.
La sua attività artistica, dal 1979 ad oggi, si è sviluppata attraverso l’utilizzo di mezzi espressivi diversi: teatro, cinema, televisione, scultura.
Nel 1988 scrive e dirige il video Malati, selezionato per l’Italia, al 39° Internationale Filmfestspiele – Video Fest 1989 di Berlino.


Angeli a Turegano

Dal 1991 sviluppa un lavoro di ricerca sulle molteplici possibilità interpretative di un’unica forma che lo porta nel campo delle arti plastiche e della scultura.
Nel 1998 vince la XIII edizione del Premio Italia per le Arti Visive – sezione scultura. E’ premiato alla edizioni del Premio Firenze del 1998 e del 1999.
Dal 1994 le sue opere sono state esposte in diverse città tra cui Torino, Milano, Portofino, Livorno, Nizza, New York, Firenze, San Gimignano, San Francisco, Saragozza, Barcellona, Montecarlo, Roma, Parigi, Perugia, Gent e sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private.


Fontana

Recentemente la sua opera “Angeli- Evoluzione della Specie”, una serie di 12 grandi sculture in terracotta (oltre 2 mt. di altezza), è entrata a far parte della collezione del Museo de los Angeles – Arte Contemporanea di Lucia Bosè a Turegano – Segovia (Spagna).


Angelo in Via Torino

DICONO DI LUI
LICIA LA PORTA

Incontenibile istinto creativo. Questo é Nino.
Il suo bisogno di fare é necessitá primaria, come mangiare, bere, dormire. E la scultura, verso la quale ha indirizzato principalmente il suo interesse nell’arco di questi ultimi dieci anni, non é che un’ulteriore tappa, sicuramente non il suo punto d’arrivo. Fidatevi! Lo conosco molto bene. Al punto tale che da anni, ormai, ho accantonato la presunzione di farlo cambiare.
Macineremo chilometri e chilometri su e giú per l’Italia e in chissá quale altra parte del mondo.
Lui é cosí: non viaggia per spostarsi da una parte all’altra, ma viaggia per viaggiare, pur detestando le vacanze (se per vacanze si intendono relax e inattivitá).
L’inattivitá, appunto, lo spaventa: é come se temesse di non avere il tempo per finire tutto ció che ha iniziato o che deve ancora fare.
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Sakana bronzo

MARIO GUIDOTTI

Mi occupo, come critico e promoter, esclusivamente, e quasi, di scultura, da circa trent’anni; ho avuto e ho fruttuosi sodalizi con grandi artisti, come Pietro Cascella, per esempio, e Giò Pomodoro. Ho avuto curiosità e attenzione per tutti i movimenti che si sono susseguiti, dalla “non arte” alla “land art”, dai concettuali agli strutturalisti, dai comportamentisti ai costruttivisti, dai citazionisti ai neomanieristi. Dico ciò non per sfoggiare conoscenza e competenza (qualità che non ho e rifiuto), ma per far presente la mia curiosità continua e per me vitalizzante e la mia attenzione. Ebbene: in Nino Ventura, artista e personaggio, riconosco colui che avrei voluto essere, se fossi stato creativo poliedrico come lui: scultore in quel suo modo e attore e inventore di operazioni teatrali multiple in un “mix” che non è coacervo, ma armonia.
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Adamo

LUCIA BOSE’

Tutto ciò che è temporale, prima o poi, diventa spaziale e tutto ciò che è spaziale, prima o poi, deve sparire.
Il mondo spaziale è un continuo ostacolo: pareti, porte, tavoli, sedie, case, monti, alberi, palazzi e persino le persone più amate, perché anch’esse occupano uno spazio fisico sensibile che non puoi oltrepassare.
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Adamo in gabbia

ANGELO MISTRANGELO

Il percorso di Nino Ventura appartiene agli stati dell’anima, alla materia delle sue sculture, al Mediterraneo e a quella terra in cui la luce “scopre” reperti di civiltà millenarie, fondali inesplorati, versi antichi e intensamente riletti da Salvatore Quasimodo.
E’ così nella poesia di Praxilla si avverte tutto il fascino di una natura rivisitata, di un universo attraversato da delicatissimi incantesimi, di una parola che si fa memoria del tempo e dal tempo emerge inconfondibile la stagione espressiva di Ventura.
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Angeli

DIEGO BIONDA

Sono ora alle pareti, questi reperti appena liberati dalla terra che li ha celati per secoli alla vista dell’uomo.
Si mostrano portatori di segni di grande modernità e tradotti porterebbero rivelazioni sull’evoluzione della specie umana.
Interessante lasciarli suggerire, nella ritmata composizione grafica, storie comuni alla civiltà mediterranea.
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Alfa

GIANNI BERTOLINO
I PESCI

Dagli oggetti d’impasto di qualche antica civiltà mediterranea ai vasi in cristallo di rocca fantasiosamente incisi dai milanesi Sarachi nel tardo Cinquecento, fino alla levigata astrazione di Brancusi, e oltre ….. Scrivere sulla fortuna dei pesci nelle arti plastiche sarebbe un’impresa intricata quanto stimolante.
Il legame profondo con l’elemento acqua, la quasi inesauribile varietà delle forme e la libertà di movimenti (guizzante, fluttuante, a zig-zag), fanno dei pesci una immagine vitale, una rappresentazione del trasmutare delle dimensioni di tempo e di spazio.
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Canopo blu

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