Una società ha bisogno di buoni operai, di buoni impiegati, di buoni dirigenti, di buoni funzionari. Tutte le fasce sociali devono dare il loro contributo per le competenze che a loro spettano.
Occorrono e sono indispensabili anche dei grandi imprenditori.
ANDREA PININFARINA era uno di quelli. Persone come Pininfarina, come Montezemolo, come Marchionne danno lustro a Torino (la città dove operano) e all’Italia intera. E’ consolante constatare che riescono ad ottenere risultati industriali sorprendenti facendo leva sulle loro capacità e sulla loro reale lungimiranza imprenditoriale. Arrivano delegazioni anche dal Giappone per carpire i segreti manageriali di questa gente.
Nelle nostre attuali dinamiche economiche ed industriali, fatte il più delle volte di parossisistica cura dell’immagine, la certezza è ben altra. Il successo imprenditoriale lo si delega esclusivamente ai “buoni uffici” e alla perseverante capacità di evadere ogni regola, favoriti da uno stato forte con i deboli e molto debole con i forti.
OGGI I FUNERALI DI UN VERO GRANDE IMPRENDITORE.
Dispiace che sia proprio un imprenditore della levatura di Pirinfarina ad andarsene.
L’Italia ha molto bisogno di persone come lui.
Ma certo alla famiglia e alla tre figlie tutto questo può importare veramente poco.
Difronte alla morte le vicende dell’imprenditore lasciano spazio alle vicende dell’uomo con la sua vita e con i suoi affetti.
Ci permettiamo di rivolgere alla famiglia il nostro sentimento di cordoglio perchè una rete di sentimenti è stata violentemente spezzata in maniera così prematura.
Lasciateci però ricordare ANDREA PININFARINA per la tua tempra d’imprenditore serio, morto andando al lavoro in vespa, come un qualsiasi operaio della sua importante azienda.
C’è chi si autocelebra come presidente operaio, come presidente spazzino promuovendo spot su spot e chi in realtà Presidente Operaio lo è stato veramente nell’umiltà del lavoro quotidiano.
ANDREA PININFARINA fedele alla sabauda riservatezza del Piemonte Operaio avrebbe avuto ancora troppe cose da insegnare.
facciamone tesoro.
alma



Ieri migliaia di persone alla camera ardente allestita a Cambiano.
Montezemolo: «Ho perso un amico»
CAMBIANO
L’addio oggi alle 11 nel duomo di Torino, poi funerali in forma privata al cimitero monumentale. È l’ultimo saluto ad Andrea Pininfarina, 51 anni. I funerali dell’imprenditore saranno officiati dal cardinale Severino Poletto. Oltre duemila persone, familiari, operai, sindacalisti, esponenti del lavoro torinese e gente comune hanno già reso omaggio ieri all’ingegnere, morto giovedì scorso, investito da un pensionato, mentre con lo scooter, alle 8 del mattino andava a lavorare al Centro stile della Pininfarina di Cambiano (Torino). E proprio qui ieri, in un elegante palazzina nel verde, alla periferia della città, dove Andrea Pininfarina era alla testa di una squadra che stava cercando di superare la crisi dell’azienda, è stata allestita la camera ardente. Il feretro era posto nella sala Pinin (tonda in memoria del nonno, fondatore dell’azienda di design, celebre in tutto il mondo) su un tappeto blu, il colore dell’azienda, circondato da rose ed ortensie bianche e da felci.
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