del 22/01/2008
articolo a firma di Massimo Gramellini
Italia.it chiude bottega, dopo due anni di nulla costati sette milioni di euro. Anche chi non sa cosa sia, o ha sempre preferito non saperlo, intuirà la potenza metaforica della notizia. Non è solo un portale di Internet, è l’immagine del Belpaese che abbassa le serrande e sparisce dalla vetrina visitata ogni giorno dai turisti digitali del mondo intero. Ideata per farci conoscere, Italia.it è riuscita solo a farci riconoscere: inconcludenti, arruffoni e immancabilmente pronti a trasformare una sconfitta di tutti nel pretesto per nuova faziosità, con destri e sinistri che se ne litigano le spoglie ancora tiepide, nonostante ci si trovi di fronte al caso da manuale del fallimento «bipartisan» di un’iniziativa nata zoppa col governo di Berlusconi e morta senza gloria con (e insieme a) quello di Prodi.
L’Italia (.it) si è impallata e non c’è un solo partito in grado di aggiustarla. Meglio spegnerla e riaccenderla. Come i computer. Ricominciando daccapo, per diventare ciò che gli altri popoli già vogliono che noi siamo: il Paese della bellezza, della cultura, della qualità della vita. Nessun tedesco si aspetta queste cose da un americano o da un cinese, né viceversa. Mentre tutti e tre se le aspettano da un italiano. Per quale ragione ci ostiniamo a non accontentarli? La spazzatura a Napoli fa orrore perché è spazzatura, ma soprattutto perché è a Napoli, un panorama che è un’opera d’arte e come tale andrebbe trattato. Ai governi del futuro va chiesto soltanto questo: di darci finalmente un’identità e di creare le condizioni minime per onorarla.
NDR
Lo stato aveva stanziato per lo sviluppo del sito ITALIA.IT 11 milioni di euro. Da informatico mi rimane molto difficile capire come si riesca a spendere tutti questi soldi per la realizzazione di un sito. 11 MILIONI DI EURO!!!. Ci si costruisce un intera web farm altamente tecnologica, altro che sito!
Alcuni miei amici guru del web si stanno strangolando dalle risate. Questo sia in Italia che fuori l’Italia.
Infatti la cosa più interessante è che, nonostante l’oceano di danaro, gli esperti incaricati dal nostro governo hanno pure fallito!!!.
Questo umile blog che cerca di avere una sua funzione di comunicazione ed aggiornamento all’interno del nostro Comune e non solo, al contribuente (Comune) costa la considerevole cifra di 0 (zero) euro.
buona giornata
alma




















