
Dopo quattordici anni di ricerca e sviluppo, Guy Negre ha sviluppato un motore che potrebbe diventare uno dei più grandi progressi tecnologici di questo secolo. La sua applicazione nei veicoli CAT (Compressed Air Technology) dà loro significativi vantaggi economici e ambientali.
Con l’inserimento di bi-energia (aria compressa + carburante), i veicoli CAT possono percorrere fino 2000 km con zero inquinamento nelle città e con un inquinamento ridotto notevolmente al di fuori delle aree urbane. L’applicazione del motore MDI in altri settori, al di fuori del settore automobilistico, apre una moltitudine di possibilità in campo nautico, co-generazione, motori ausiliari, gruppi elettrogeni. L’aria compressa è una nuova forma di energia di facile accumulo e trasporto, a differenza dell’energia elettrica. MDI è molto vicino ad avviare la produzione di una serie di motori e veicoli. La società è finanziata dalla vendita di licenze di produzione e brevetti in tutto il mondo. Recentemente è stato siglato in accordo con la casa automobilistica indiana Tata Motors, da sempre molto attenta alle tematiche ambientali. Guy
Negre di MDI ha commentato: ” MDI è da molti anni impegnata nello sviluppo di motori ecocompatibili; siamo felici di concludere questo accordo con la Tata Motors e collaborare con questo importante gruppo industriale per sviluppare una nuova tecnologia che permetta di ridurre i costi per le varie applicazioni sul mercato indiano che deve far fronte a enormi problemi ambientali .[...] Abbiamo sviluppato questa nuova tecnologia per le altre applicazioni, la nostra priorità è il rapporto qualità prezzo nel rispetto dell’ambiente.”

Primo veicolo in commercio è la MiniCat’s (foto): 2,65mt di lunghezza, larghezza e altezza standard, 3 posti e il bagagliaio di una berlina…bè niente male…ah: non inquina!!!
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FILMATO IN FRANCESE SULLE VETTURE AD ARIA COMPRESSA PRODOTTE DA MDI
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30 Dicembre 2008 alle 11:51 am
Quali sono le difficolta in Italia per questa innovazione per il trasporto? Si spendono miliardi per soluzioni tecnologiche che forse non avranno un fututo e si negano possibilita’ a soluzioni gia’ collaudate? E’ possibile che questo nuovo sistema di costruzione delle auto dia cosi’ tanto fastidio che la TATA Indiana si e’ assunta l’onere di produrla per noi che abbiamo piu’ case di costruzioni di auto? Ma in Europa i costruttori si sono proprio rimbecilliti ,mettono in commercio degli obrobri facendosi superare dai Giapponesi ed ora anche dagli Indiani?