DEL 25/10/2007
articolo a firma di PAOLO ISAIA
Dieci cittadini rappresentativi scelti dal Secolo XIX hanno promosso i suoi primi mesi di amministrazione solo con la sufficienza, ma il sindaco di Taggia Vincenzo Genduso è convinto di meritare di più. «Anche perché voi del Secolo XIX – sottolinea con simpatia – avete calcolato un “non classificato” come “zero”, altrimenti avrei superato il 6 e mezzo?».Il giorno dopo la nostra pagella, Genduso affronta i temi sui quali è stato giudicato dai “professori”, rilanciando subito con un annuncio importante: «Il 7 novembre abbiamo convocato la conferenza dei servizi preliminare sul progetto di riqualificazione della passeggiata a mare, realizzato dallo studio Villani, inserito nel piano triennale delle opere pubbliche con un finanziamento di 2 milioni mezzo di euro».
Opere di Area 24, passeggiata a mare, impianto di Colli, ex caserme Revelli, ospedale unico: sono molti gli argomenti di cui discutere e di stretta attualità. «Abbiamo superato abbondantemente i 100 giorni, e sono stati mesi molto impegnativi. E’ vero, come qualcuno dice, che la nostra è stata un’eredità difficile: la sensazione è stata di aver preso in mano un Comune trascurato, con molte questioni aperte, piccole e grandi, che abbiamo affrontato e stiamo tuttora affrontando». Una delle più delicate riguarda l’ipotesi di realizzare a Colli l’impianto provinciale di trattamento dei rifiuti. «Ecco, qui non abbiamo chiuso la vicenda, ma l’abbiamo aperta, nel senso che abbiamo tracciato la strada che intendiamo percorrere per evitare la realizzazione della struttura. Abbiamo studiato il piano provinciale dei rifuti ed esaminato esperienze in altre regioni, visitando anche diversi impianti. Con molti elementi in mano siamo arrivati a ribadire la posizione del Comune di Taggia con il voto negativo all’Ato rifiuti, lanciando contemporaneamente una controproposta, ovvero attuare una strategia di potenziamento della raccolta differenziata, con una maggiore sensibilizzazione dei cittadini a svolgere a casa i compiti che si vogliono delegare all’impianto. Tutti i Comuni della provincia possono compiere un salto di qualità in questo senso. Il nostro “no” non è solo opposizione all’impianto, ma un “sì” ad una strategia di gestione dei rifiuti per raggiungere i livelli di eccellenza di molti Comuni del Nord Italia».E l’ospedale unico? «Anche in questo caso non ci siamo limitati a rifiutare come sede l’area dell’ex caserme Revelli, ma abbiamo costituito un gruppo di lavoro con tutti gli enti coinvolti per individuare un’altra area. Sarà indicata entro novembre, probabilmente si troverà a nord della nuova stazione». Passiamo ad Area 24. Il progetto di utilizzo delle ex aree ferroviarie crea preoccupazione soprattutto tra i commercianti per la presenza di quattro negozi da 160 metri quadri l’uno, a ridosso di via Nazario Sauro. «Nella convenzione con Area 24 siamo stati chiari: quelli di via Nazario Sauro dovranno essere piccoli negozi e non appartenenti a catene di grande distribuzione. L’idea è di rendere la strada una naturale prosecuzione di via Queirolo, contribuendo alla creazione di un salotto commerciale, in collegamento con la pista ciclabile. Ci impegneremo a vigilare affinché il progetto non subisca variazioni. In proposito, molti chiedono di mantenere dei parcheggi a raso sugli ex binari, ma l’intenzione è di liberare tutta la zona a mare dalle auto, come in futuro avverrà anche per la passeggiata, arrivando alla completa pedonalizzazione. Molti hanno timori, ma esistevano anche quando è stata pedonalizzata via Queirolo: non credo proprio che ora sarebbero disposti a tornare indietro? Con il tempo verrà anche pedonalizzata Taggia, da via Soleri in su. Il centro storico di Taggia e la zona a mare di Arma sono le due identità turistiche più forti del nostro territorio, vanno curate e valorizzate». Qui siamo nel campo del del Puc, il Piano urbanistico comunale. Quando sarà pronto? «La giunta sta finendo di preparare le linee guida, entro la fine dell’anno verrà affidato l’incarico per redigerlo».
del 25/10/2007
articolo a firma di MARCO CORRADI
C’erano tanti fiori (perché da poco era stato celebrato un matrimonio) a Villa Boselli, l’altra sera, ad accogliere il sindaco Vincenzo Genduso e almeno 150 cittadini, diversi rimasti in piedi, che hanno partecipato all’incontro promosso dall’associazione Gente Comune.
Subito una domanda sulla possibile utilizzazione del sito dei Colli per realizzare l’impianto provinciale di smaltimento. «Ribadiamo il no – ha risposto Genduso – ma nello stesso tempo invito tutti i cittadini a sforzarsi di rispettare la raccolta differenziata. In questo modo dimostreremo alla Provincia che, facendo tutti come noi, un impianto come quello previsto ai Colli può venire meno e comunque sarebbe sovradimensionato».
Carmelo Chilà ha chiesto se i nuovi parcheggi, sull’ex ferrovia, saranno a pagamento. «Purtroppo – ha sostenuto Genduso – bisogna abituarsi all’idea che i parcheggi in centro costituiscono un lusso. E che finora nell’area dell’ex ferrovia siamo stati ospiti. Saranno a pagamento, ma in termini contenuti». Sempre nella stessa area il Comune punta alla concessione dello scalo merci. Fabio Callea ha chiesto «lumi» sull’indirizzo economico futuro del Comune. Si è così parlato del progetto della nuova passeggiata e sulla possibilità di puntare sul turismo sportivo usufruendo, nelle ex Caserme Revelli, di un polo scolastico ma anche ricettivo.
Riflettori puntati anche sul convento dei Domenicani. «I frati andranno via a gennaio – ha ricordato Genduso -. Stiamo lavorando con la diocesi e un gruppo di volontari per permettere apertura e continuazione di alcune attività. Noi avremo un’ala della struttura. E la settimana scorsa ci è stata riconsegnata una parte dell’archivio. Ci sono anche lavori da svolgere come il rifacimento del tetto. Occorre un milione di euro che contiamo di ottenere con fondi regionali e ministeriali».
E l’ospedale unico, dove sorgerà? Ormai la commissione che sta lavorando è intenzionata a indicare, quale sito più adatto, un’area subito sopra (o anche subito sotto) la nuova stazione. Con un sacrificio di terreni agricoli che verranno espropriati.
Altri tasti dolenti, i giardini abbandonati della nuova stazione, il nuovo cimitero costato 7 miliardi di vecchie lire e già dissestato in alcuni punti.





















