del 20/10/2007
articolo a firma di FABIO PIN
L’impianto provinciale di smaltimento dei rifiuti a Colli? Non se ne parla nemmeno. L’ospedale unico alle ex caserme Revelli? No, lì sono previsti scuole e sport. Nuovi centri commerciali? Spiacenti, ma abbiamo già dato. Edilizia e seconde case? Il boom è finito e contro le speculazioni saranno introdotti indici perequativi e trasparenti .
In una parola, a Taggia si cambia registro. Autonomia, la parola d’ordine. Padroni del proprio destino, insomma, senza che le scelte arrivino dall’esterno. E dopo il “no” pronunciato ad alta voce su Colli e il “sì” con riserva sull’ospedale provinciale, l’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Genduso si appresta a mettere mano al Piano urbanistico comunale con idee e prospettive già chiare e con la volontà di non ripetere gli errori del passato, quelli che hanno permesso uno sviluppo selvaggio e disordinato, e in molti casi speculativo. L’obiettivo è anche quello di operare scelte condivise che vedano l’apporto delle opposizioni, delle categorie, dei cittadini.
«E’ in gioco il futuro della nostra comunità e quindi vogliamo fare le cose per bene, con grande senso di responsabilità», dice Mario Manni, l’assessore all’urbanistica chiamato a ridisegnare la cittadina. La tabella di marcia è già pronta. la maggioranza è già al lavoro per stabilire le linee-guida del Puc, entro novembre sarà individuato il professionista e per la fine dell’anno gli sarà affidato l’incarico. Nel frattempo, si aprirà il confronto tra maggioranza e minoranza e con i rappresentanti di tutti i settori produttivi e dei sindacati.
«Pochi concetti ma chiari, a cominciare dalla necessità di avere una cittadina urbanisticamente più armoniosa. Riteniamo, ad esempio, che l’indice di edificabilità deve essere unico e, appunto, perequativo, per dare ai cittadini le medesime opportunità ed evitare operazioni speculative, piccole o grandi che siano. Inoltre - anticipa Manni - vogliamo che allo sviluppo urbanistico corra di pari passo quello dei servizi. Analogo discorso per le attività commerciali, intese come grande distribuzione. Sotto questo aspetto, Taggia ha già dato abbastanza».
In questa direzione, il Comune ha già mandato segnali forti, senza dover attendere il nuovo Puc. Il progetto presentato da una società privata per la realizzazione dietro a Palazzo Spinola di un parcheggio e di una superficie commerciale di 2.500 metri quadrati è stato stoppato. «Più che stoppato, direi fortemente ridimensionato. Un conto è aprire un bar e un paio di negozi, un altro realizzare un nuovo polo commerciale. Ai privati è stato detto che così com’era il progetto non andava bene e infatti è stato stralciato». Il Puc sarà chiamato a stabilire l’area dove realizzare l’ospedale unico. «Sì, anche se questa è già stata individuata. Si tratta di 120 mila metri quadrati a monte della nuova stazione ferroviaria, subito alle spalle del GS. E’ una zona che può contare su facili collegamenti al sistema viario e l’ospedale unico deve essere per Taggia una risorsa e un motivo di prestigio. Ma sulle scelte, vogliamo esercitare la nostra autonomia».



















sono un agricoltore non voglio oppormi a un “futuro” per il nostro comune, ma visti i precedenti chiederei che i vincoli che si porranno sui nostri terreni abbiano una scadenza ben precisa alfine di poter tutelare anche il nostro lavoro.
L’amministrazione si muoverà di concerto con il mondo della agricoltura, in modo da capire bene quali regole adottare, con il nuovo P.U.C.,per tutelare e favorire chi con molto coraggio ha deciso o deciderà di lavorare in questo settore.
Penso che un dialogo approfondito e serio sia necessario per definire il ruolo e il futuro dell’economia agricola tale che possa rappresentare una valida alternativa di lavoro non solo per chi già la pratica ma anche per chi intendesse affacciarsi in futuro su questo mondo.
Non abbiamo la presunzione di sapere tutto e per questo vogliamo ascoltare e capire. Pensiamo che le regole debbano essere scritte assieme a chi i problemi li vive giornalmente.
Un cordiale saluto Mario Manni